BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

Riforma pensioni novità 2016/ Oggi 23 dicembre, l'ottava salvaguardia, come per andare in pensione con le vecchie regole? (ultime notizie live e news)

Riforma pensioni 2016 news oggi 23 dicembre: l'Ape incassa una nuova critica, questa volta da parte di Humangest. Tutte le news e le ultime notizie sui temi previdenziali

LapresseLapresse

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di Bilancio 2017 ha dato il via libera alla riforma delle pensioni. È stata così ufficializzata un'ottava salvaguardia pensionistica - l'ultima - in favore di altri 30.700 lavoratori che potranno eccezionalmente andare in pensione sfruttando le vecchie regole, quelle vigenti prima della Riforma Fornero. La nuova riforma delle pensioni prevede, inoltre, un intervento su quei lavoratori che hanno carriere discontinue: la novità consiste nella possibilità di cumulare in maniera del tutto gratuita i periodi assicurativi in tutte le forme di previdenza obbligatoria. In questo modo, come riportato dal portale Pensioni Oggi, si può raggiungere il diritto alla pensione anticipata - con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne - o a quella di vecchiaia. Da segnalare anche le migliorie per rendere più agevole il pensionamento di chi svolge lavori usuranti, ma va chiarito che il perimetro non viene ampliato.

Sull’Ape, misura principale della riforma delle pensioni, non sono mancate delle critiche, persino dai sindacati che sono stati protagonisti della trattativa con il Governo sulla previdenza che è stata presa come base per varare gli interventi inseriti nella Legge di stabilità. Ora anche Humangest, Agenzia per il lavoro, critica l’Anticipo pensionistico, o meglio ne evidenzia un fattore di inutilità. Intervistato da Italia Oggi, il fondatore Gianluca Zelli ha infatti detto: "Il Jobs Act ha funzionato solo a metà: bene l'abolizione dell'articolo 18, inutile illusione ottica gli incentivi economici rispetto alla stabilizzazione dei contratti di lavoro. Oggi il problema da gestire è l'efficienza del mercato generale del lavoro. Adesso non riusciamo a gestire il dopo, cioè il recupero e la nuova stabilizzazione degli esuberi. Non riescono a fare quel salto di qualità perché si fa fatica. Adesso in quella logica, se si vuol ben vedere, l'ulteriore inutilità di sistema è l’Ape".

Non c’è rabbia solamente tra le sostenitrici di Opzione donna, ma anche gli esodati lamentano il fatto che la riforma delle pensioni che ha introdotto il cumulo gratuito dei contributi ha posto delle limitazioni al suo utilizzo. Elide Alboni, coordinatrice del Comitato licenziati o cessati senza tutele, in un’intervista a BlastingNews ha  spiegato che “sono state commesse ingiustizie inspiegabili se non con una chiara volontà di derogare dalla funzione sociale dello Stato, così come chiaramente impone la Costituzione laddove assegna allo Stato l'obbligo di operare in giustizia ed equità. Come si potrebbe diversamente definire una legge che riconosce il diritto al cumulo ad alcune categorie tra le più agiate e, nel contempo, lo nega agli esodati e a chi aderisce ad Opzione Donna?”. Per il 2017 sembra esserci quindi una battaglia già pronta e una richiesta di intervento legislativo per correggere un vulnus non indifferente. Per i lavoratori delle banche si avvicina un 2017 non facile. Il settore attraversa un momento di difficoltà, con punte come quelle di Mps, e saranno inevitabili processi di aggregazione e ristrutturazione, con posti di lavoro da tagliare e prepensionamenti. Proprio l’altra mattina, Credito Valtellinese e i sindacati hanno raggiunto un accordo sul piano industriale dei prossimi due anni che prevede 234 prepensionamenti volontari e incentivati, 70 assunzioni a tempo indeterminato, che comprendono anche le stabilizzazioni di lavoratori precari già in servizio, e 26.600 giornate di solidarietà su base volontaria da fruire entro il 2018. Potranno accedere ai prepensionamenti i dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro il 2022. In attesa dell’entrata effettiva in quiescenza, manterranno le agevolazioni sui mutui, l’assistenza sanitaria integrativa e la contribuzione per la previdenza complementare.

Nei mesi scorsi si è parlato di riforma dell’Inps sotto la guida di Tito Boeri. Ma anche la Covip ha deciso di rinnovarsi e di condividere il proprio patrimonio informativo sulle pensioni complementari rendendolo fruibile attraverso il proprio sito istituzionale, con tavole e grafici disponibili in open data. La Commissione di vigilanza sui fondi pensione ha anche pubblicato un documento in lingua inglese dal titolo “Main data on supplementary pension funds in Italy”, che contiene le principali statistiche della Relazione annuale 2015, la stessa che viene resa disponibile in lingua italiana con tavole e grafici in formato xlsx, quindi compatibile con i principali editor. La Covip comincerà a rendere regolarmente fruibili queste informazioni anche nei prossimi anni e saranno certamente utili visto il ruolo crescente che assumerà la previdenza complementare per garantire un reddito sufficiente una volta usciti dal mondo del lavoro.

La Cisl è già pronta a incalzare il Governo Gentiloni sulla riforma delle pensioni nel 2017. Maurizio Petriccioli ha infatti partecipato a al Consiglio generale della Cisl di Taranto e Brindisi e, secondo quanto riportato da Televisione Radio del Mezzogiorno (Trm Network), oltre a ricordare i principali interventi contenuti nella Legge di stabilità, ha anche evidenziato le sfide per il prossimo anno. “Nel 2017 sarà cruciale il confronto con il Governo in tema di diritto pensionistico per i giovani a favore dei quali, una volta che avranno maturato gli anni di anzianità lavorativa, occorrerà costruire garanzie di futuro, assicurando un dignitoso sostegno economico pensionistico a loro stessi e alle rispettive famiglie”, ha detto il Segretario confederale della Cisl. Dunque, a quanto pare, l’esecutivo guidato da Gentiloni dovrà occuparsi di previdenza.

Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi, dopo essersi battuti per la riforma delle pensioni contenuta nella Legge di stabilità, ora vogliono che giustizia sia fatta per alcuni italiani nati nel 1952. In particolare, coloro che hanno perfezionato Quota 96 nel 2012 e che potrebbero andare in pensione a 64 anni e 7 mesi secondo quanto previsto dalla Legge Fornero. Ma che non possono farlo per via di alcune condizioni poste dall’Inps ritenute “inaccettabili” dai due parlamentari dem, che ieri a Montecitorio hanno tenuto una conferenza stampa, spiegando che l’Istituto nazionale di previdenza sociale, in un’apposita circolare, chiede che il requisito sia perfezionato “tutto nel settore privato senza considerare i contributi figurativi, vale a dire il servizio militare o la maternità o la contribuzione volontaria”. “Il ministero del lavoro ci ha garantito che farà correggere la circolare. In caso contrario ci auguriamo che tutti presentino domanda e che l’Inps le respinga. E noi sosterremo il contenzioso”, ha detto Marialuisa Gnecchi. 

Spesso si è portati a pensare che essere dipendenti statali sia meglio che lavorare nel settore privato, per via di tutele e garanzie reali o presunti tali. A quanto pare, però, gli impiegati pubblici sono penalizzati in un aspetto che riguarda la loro pensione. Lucio Casalino, infatti, ha ricordato che nel 2004 la riforma delle pensioni di Roberto Maroni aveva delegato il governo a emanare due decreti (uno per il settore pubblico e uno per il settore privato) in tema di previdenza complementare. Il Consigliere nazionale della Cisal, già dirigente Inps, in una videointervista ad Askanews ha spiegato che, a differenza di quello sul settore privato, il decreto sul settore pubblico non è mai stato fatto e si è quindi creato un regime fiscale più vantaggioso per i lavoratori privati che aderiscono ai fondi pensioni. Essi infatti versano un’imposta sostitutiva del 15% e fino al 9% con 35 anni di iscrizione al fondo, mentre i dipendenti pubblici si rifanno alle aliquote Irpef (che variano dal 23% al 43%). Vedremo se dopo anni di distanza si rimedierà a questa “dimenticanza”.

© Riproduzione Riservata.