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Lavoro

RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2016/ Oggi 25 dicembre, la staffetta generazionale approda in Ducati (ultime notizie live e news)

Riforma pensioni novità 2016, oggi 25 dicembre: dai lavoratori precoci auguri con Quota 41. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

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Si è parlato molto nei mesi scorsi, prima ancora della riforma delle pensioni, di staffetta generazionale. E Ducati ha deciso di concretizzarla, con un accordo tra azienda e sindacati. In buona sostanza, i lavoratori a cui mancheranno al massimo 30 mesi alla pensione, potranno lasciare il lavoro ricevendo l’80% della retribuzione. Per ogni dipendenti che ricorrerà a questo strumento, Ducati si impegna ad assumere un giovane con contratto di apprendistato o a stabilizzare chi ha un contratto part-time. Luigi Torlai, direttore delle risorse umane dell’azienda di Borgo Panigale, ha ricordato che che tutti i contratti di apprendistato sono stati confermati, dunque si creerebbe un percorso di inserimento in azienda importante e capace anche di rinnovare il personale dell’azienda. Vedremo se questo resterà un caso isolato.

Dopo la polemica sui vitalizi dei consiglieri regionali in Campania, ne scoppia una simile in Puglia. Secondo quanto riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Presidente Michele Emiliano e il Consiglio regionale hanno bocciato tre emendamenti di Antonella Laricchia del Movimento 5 Stelle “per la riduzione delle indennità da 7.000 a 5.000 euro, l’obbligo di rendicontazione delle spese e l’abolizione dei vitalizi”. I pentastellati, che ritengono si possano risparmiare circa 10 milioni di euro all’anno ricalcolando i vitalizi con il metodo contributivo, hanno quindi accusato il Governatore di non voler tradurre in fatti le sue belle parole sull’abolizione dei vitalizi. Michele Marazzano, capogruppo in Regione del Partito democratico, ha però spiegato che già i vitalizi sono stati aboliti nel 2012 e che il Movimento 5 Stelle vuole intervenire su quelli degli ex consiglieri, con una legge che potrebbe sollevare parecchie obiezioni giurisprudenziali. “Sono stati solo ridotti e neanche sufficientemente a rendere le pensioni dei consiglieri pari a quello dei cittadini normali, i vitalizi dei consiglieri da questa legislatura in poi”, è stata la replica della Laricchia. 

I bassi tassi di interesse rischiano di vanificare molti sforzi di chi, riforma delle pensioni o meno, cerca di assicurarsi un buon assegno una volta che avrà lasciato il mondo del lavoro. Lo ha ricordato Affari & Finanza, l’inserto di Repubblica, in un articolo in cui si evidenzia come i fondi pensione a prestazione definita stiano soffrendo un periodo che forse è destinato a terminare a breve, se i rialzi che la Federal Reserve ha in programma porteranno anche la Bce a una svolta sui tassi. In ogni caso resterebbe aperto il problema delle pensioni pubbliche: è noto infatti che ingresso non tardivo nel mercato del lavoro, carriera continuativa e Pil in rialzo sono le tre condizioni essenziali per riuscire ad avere un assegno intorno all’80% dell’ultima retribuzione in un sistema contributivo. Condizioni non semplici da rispettare vista la situazione economica e del mercato del lavoro. Trovare dei rimedi non sarà certo un compito facile.

Non si tratta di una riforma delle pensioni, ma un piccolo cambiamento importante arriverà dal 2017 anche per quei pensionati italiani che vivono in Venezuela e che da tempo chiedono un intervento dello Stato italiano vista l’inflazione galoppante registrata nel Paese sudamericano. Come riporta 9colonne.it, infatti, Angelino Alfano ha confermato all’Inps che i circa 3600 pensionati italiani residenti in Venezuela riceveranno un’integrazione, proprio per fare fronte al forte aumento dei prezzi. "Si tratta di una decisione importante che contribuirà ad alleviare la difficile situazione dei nostri connazionali in Venezuela e a cui si è giunti grazie al deciso impegno della Farnesina” ha detto il ministro degli Esteri, che ha anche ringraziato il ministero del Lavoro, quello dell’Economia e l’Inps “per aver accettato le nostre proposte”. 2017,

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