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Riforma pensioni novità 2016/ Milleproroghe, anche i magistrati guardano ai provvedimenti (oggi 28 dicembre, ultime notizie live e news)

Riforma pensioni novità: l'Anm guarda al Decreto Milleproroghe. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali di oggi (28 dicembre 2016)

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Anche i magistrati guardano con apprensione al Decreto Milleproroghe che il Governo è chiamato ad approvare nel Consiglio dei ministri in programma nella giornata di domani. Un comunicato dell’Associazione nazionale magistrati accoglie infatti con favore il rumour che vedrebbe l’esecutivo intenzionato a correggere il decreto legge 168/2016, che prevede la proroga del trattenimento in servizio dei magistrati in funzioni apicali fino al 31 dicembre del prossimo anno nel caso non abbiano ancora compiuto 72 anni nel 2016 e debbano andare in pensione nel 2017. L’Anm, infatti, vorrebbe che venisse prolungato il periodo di trattenimento in servizio per tutti i magistrati, “in modo tale da rimuovere le disparità createsi la scorsa estate e da garantire un graduale avvicendamento negli uffici giudiziari, che vivono tutti, senza distinzione, enormi difficoltà di funzionamento determinate dalla insostenibile carenza di organico”. Parliamo di riforma pensioni, ma sicuramente ci sono tre miliardi di euro che farebbero certamente comodo ai pensionati italiani. Tuttavia una cifra di questo genere è quella che gli svizzeri hanno “dimenticato” nei loro fondi pensione. In tutto ci sono 3,2 miliardi di franchi svizzeri (pari appunto a circa 3 miliardi euro) che non sono stati “reclamati” da chi li ha versati nei fondi pensione durante la propria carriera lavorativa. Di fatto in Svizzera quando una persona cambia lavoro o interrompe un’attività deve comunicare alla propria cassa pensione dove spostare i contributi fino ad allora versati. Quando le casse pensioni perdono i legami con i versatori, i fondi finiscono alla Fondazione Istituto Collettore Lpp. A fine 2016 risulta che ci siano 650.000 “conti” senza un indirizzo a cui essere associati, per un ammontare appunto di 3,2 miliardi franchi, in crescita rispetto ai 2,97 del 2015. Come scrive ticinonews.ch, chi si accorgerà di aver “perso” i propri contributi potrà reclamarli fino al compimento del centesimo anno d’età.

Ci sono dei parlamentari che, per il loro impegno sulla riforma delle pensioni, vengono sempre ricordati con affetto dai gruppi e dai comitati che vorrebbero ulteriori cambiamenti nel sistema previdenziale. Sono noti i casi di Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi, ma anche la loro collega di partito, Erica D’Adda, riceve diversi ringraziamenti. Tra i gruppi Facebook dedicati a Opzione donna e agli esodati (in particolare i licenziati o cessati senza tutele), vi sono infatti messaggi che ricordano l’impegno della senatrice del Partito democratico nel ricordare l’importanza del contatore Opzione donna per un eventuale prolungamento del regime sperimentale di pensionamento anticipato per le donne e per coloro che rischiano di rimanere esclusi dai provvedimenti di salvaguardia per gli esodati.

Il 2017 porterà delle novità per chi svolge lavori usuranti. Lo ricorda il documento “Pensioni. 10 passi in avanti” predisposto dai deputati del Partito democratico. In particolare, non sarà più obbligatorio aver svolto una delle attività elencate nell’apposita normativa nell’anno di maturazione del requisito per l’accesso alla pensione. Inoltre, non ci saranno più le finestre di 12 e 18 mesi (rispettivamente esistenti per lavoratori dipendenti e autonomi) per la decorrenza del trattamento pensionistico. In buona sostanza, quindi, non ci sarà da aspettare per avere il primo assegno pensionistico. Un’altra novità importante riguarda il blocco del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Come si può notare, si tratta di caratteristiche diverse da quelle previste per i lavori gravosi.

Come noto, la riforma delle pensioni contenuta nella Legge di stabilità non ha potuto essere modificata al Senato a causa del voto di fiducia richiesto dal dimissionario Governo Renzi dopo l’esito del referendum costituzionale. Gli stessi parlamentari della maggioranza avevano riconosciuto la necessità di effettuare alcuni aggiustamenti e forse potrebbe esserci ancora una speranza per approvarli. Infatti in queste ore si sta cominciando a parlare del decreto milleproroghe, che come ogni anno viene utilizzato per interventi “last minute”. Secondo quanto riporta pensionioggi.it, una modifica che potrebbe essere inserite riguarderebbe l’Ape social, con la possibilità di utilizzare il cumulo contributivo gratuito o i contributi figurativi per raggiungere i requisiti richiesti. Inoltre, si potrebbe cercare di far utilizzare il cumulo contributivo anche per Opzione donna. Non resta quindi che attendere per vedere quali saranno gli effetti contenuti del decreto milleproroghe.

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COMMENTI
27/12/2016 - chiarezza (russo benito)

con 41 anni di contributi che al 1 marzo 2017 mese e 41 e 3 mesi , per raggiungere quota 42 e 10restano 15 mesi bastano 9 mesi di malattia 1 mese di ferie maturate e una aspettativa senza assegni per essere in pensione e una rata di riscatto di 50 euro circa per 10 anni chi ha 40 anni e 3 mesi al 1 marzo 2017 e 63 anni di età, si conservano le 2 tredicesime per pagare l'anno di rate del piccolo prestito ,si ha in cassa i 15 mila euro e vivere nell'anno di aspettativa senza assegni e ci si gode la pensione piena e l'anticipo di non meno di un anno della liquidazione e sapendo giostrare i 270 giorni di malattia. Nessuno a parlato delle ricadute dell'APE sul TFR e TFS e se sarà incassato dal lavoratore 2 anni dopo la 1° rata di pensione.Un altro aspetto di rientrare nella disponibilità ogni mese della somma del tfs proposto solo ai privati ma non ai pubblici dipendenti? che relazione ha con il fondo perseo gestito sindacati? C'era un accordo con il governo di allora come è stato nel 1996 per le pensioni?

 
27/12/2016 - Auguri alla Fornero? SI, ma alla rovescia (Michele Ballarini)

Auguro di cuore alla Fornero, ma li estendo anche a Monti, di vivere per sempre con la scorta....

 
26/12/2016 - perchè sono daccordo con la fornero sull'APE (russo benito)

Perchè è impraticabile l'APE nel pubblico impiego ? perchè se un lavoratore, come nel mio caso ha 41 anni di contributi a novembre 2016 e 63 di età a marzo 2017, utilizzando il metodo APE, pardon,"FESSO" subirebbe con la decurtazione del 20% pari a 1/5 sulla rata di pensione, ed avere una parte della liquidazione pari a 50 mila euro a 68 anni e 10 mesi .Utiizzandoil metodo "Dritto" faccio "il piccolo prestito INPEDAP",mi danno 15 mila euro che pago a 300 euro al mese per 4 anni ,accantono la 1 tredicesime dell'anno 2016 + la maturata del 2017,nel frattempo, prendo 9 mesi di malattia al 100% rientro una settimana e vado in ferie maturate per 1 mese , faccio domanda di aspettativa senza assegni a Dicembre 2017 per l'anno 2018,l'Azienda sarà felice di darmela perchè nel febbraio 2018 ci saranno le elezioni politiche e mi sostituiscono con un giovane di pari profilo ,inoltro entro il 2 marzo 2018 istanza per andare in pensione a dicembre 2018 ed la richesta di pagare i contributi volontari all'impedap che pari all'incirca 70 euroal mese per 10 anni e raggiungo la soglia di 42 anni e 10 mesi.Vantaggi risparmio la decurtazione di 1/5 della pensione vado in pensione 3 anni e 10 mesi prima , percepisco la pensione piena , 11 mesi stipendio pieno,3 tredicesime, ho risparmiato 40 mila euro tra interessi e rata .Non ultimo per quanto riguarda la liquidazione anzichè prenderla a 68anni e 10 devo aspettare solo a 66 anni e pochi mes