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Contratti statali/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: Anief, 2500 euro indennità vacanza contrattuale (ultime news oggi 29 dicembre 2016)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: permessi e distacchi, trattative al via all'Aran il 10 gennaio (ultime news oggi 29 dicembre 2016)

Immagini di repertorio (LaPresse) Immagini di repertorio (LaPresse)

Il rinnovo dei contratti statali riguarda anche il mondo della scuola: anche i docenti infatti aspettano l'aumento degli stipendi come gli altri dipendenti pubblici. Per quanto riguarda gli insegnanti è arrivata nei giorni scorsi anche una denuncia del sindacato Anief, come riporta OrizzonteScuola. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ha sottolineato che “a rendere ancora più intollerabile la situazione è il fatto che negli 83 mesi di vacanza contrattuale non sia stata corrisposta ai lavoratori statali nemmeno quell’indennità prevista per legge, al fine di non far scendere sotto l’inflazione le buste paga dei lavoratori: dall’inizio del 2009 doveva, infatti, essere pagata almeno al 50 per cento rispetto al costo della vita. Così non è andata e oggi ci ritroviamo con gli stipendi pubblici sovrastati anche dall’inflazione di quasi il 20 per cento". E l’intesa politica per il rinnovo dei contratti statali, firmata lo scorso 30 novembre, "non solo porterà cifre ridicole nelle tasche dei dipendenti pubblici, ma nemmeno sanerà la mancata assegnazione dell’indennità prevista in mancanza di contratto”, ha aggiunto Pacifico. Ecco che l'Anief ha deciso che ricorrerà in tribunale per fare assegnare, a partire dal mese di settembre 2015, "almeno la quota d’indennità di vacanza contrattuale allineata mensilmente al 50 per cento dell’aumento dell’inflazione: in media, si tratta di incrementi che superano i 2.500 euro netti a dipendente pubblico".

In attesa dell'avvio dell'iter del rinnovo dei contratti statali, oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri arriva il decreto Milleproroghe nel quale si prevede, come riferisce La Repubblica, anche il "salvataggio" per 40mila precari della Pubblica amministrazione. Dal 1° gennaio 2017 il Jobs act vieterebbe infatti il rinnovo dei contratti a termine e delle collaborazioni con la PA. Su questo punto sia la Cgil, che ha chiesto ieri una proroga dei questi contratti statali, sia il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, sono sulla stessa linea. Il ministro Madia aveva infatti di recente assicurato l'intenzione del governo di prorogare i contratti dei precari almeno fino al varo del Testo unico del pubblico impiego che prevederà concorsi sulla base di un nuovo criterio, non più assunzioni in base alla pianta organica ma sulle effettive necessità. Il decreto Milleproroghe in discussione in Consiglio dei ministri prevede anche "un intervento a favore delle due categorie "disagiate" di vincitori di concorsi (circa 4.500) e di coloro che sono stati dichiarati "idonei" in un concorso (circa 150 mila): entrambe le categorie saranno "prorogate" per tutto il 2017".

Giorni di attesa per il rinnovo dei contratti statali. I dipendenti pubblici, il cui aumento degli stipendi è bloccato da sette anni, dovranno infatti aspettare la conclusione del periodi di festa per l'avvio delle trattative all'Aran. L'avvio ufficiale dei tavoli tecnici, come riporta il Sole24Ore, è infatti fissato il 10 gennaio 2017. In quella data saranno infatti i sindacati saranno convocati all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni: dovranno essere messi in pratica i principi normativi ed economici fissati nell’intesa firmata lo scorso 30 novembre per il rinnovo dei contratti statali tra il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia e Cgil, Cisl e Uil. La convocazione dei sindacati all'Aran non riguarda però solo il rinnovo dei contratti statali e il conseguente aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici ma anche l'accordo quadro per la redistribuzione di distacchi e permessi alla luce della nuova suddivisione del pubblico impiego in quattro comparti invece che undici.

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