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LAVORO AUTONOMO/ Tutele e produttività, la doppia "spinta" del ddl

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

La riforma riguarda circa due milioni di lavoratori e si propone di ridisegnare le tutele sociali di queste persone, ma anche di sostenere queste forme di lavoro favorendone la crescita professionale e le aggregazioni finalizzate ad affrontare progetti più ampi e complessi. A tal fine sono previsti sgravi fiscali per le spese di formazione (deducibilità completa fino a diecimila euro) e la possibilità di partecipare a gare di appalto e fondi europei che oggi erano limitati solo a società di capitali.

Quest'ultimo punto è importante e apre una nuova fase anche per liberalizzare settori dove pesano ancora forti retaggi corporativi. In questi anni, proprio per l'assenza di regole tutelanti il lavoro autonomo e professionale, alcune nuove professioni hanno creato nuovi ordini professionali ritenendo questa l'unica forma tutelante la loro professionalità. Spesso però da associazioni di promozione della professionalità gli ordini si pongono come limitatori sia della concorrenza, con danno economico per i consumatori, sia come limitatori della crescita di forme societarie che potrebbero fare crescere nuove forme di imprese professionali. Sarà nell'ambito della legislazione sulle liberalizzazioni che il governo dovrà dare prova di essere riformista con la stessa forza con cui ha agito sul fronte delle tutele lavorative.

Per quanto riguarda il "lavoro agile" o "smart work", ossia quei lavori slegati dai vincoli del luogo e dell'orario, il decreto pone l'obiettivo che non possono essere trattati in modo diverso da chi svolge un lavoro analogo anche se con modalità tradizionali. È una spinta per quelle imprese che, attraverso l'uso di nuove tecnologie, puntano a risparmi sulle spese generali e si pongono come innovative nell'organizzazione del lavoro.

L'attuazione del provvedimento, studiato assieme alle rappresentanze del lavoro autonomo, sarà essenziale affinché le parti innovative non siano accantonate nella pratica quotidiana. È certo un tassello importante per definire un nuovo Statuto dei lavori che sia non solo fotografia dei nuovi lavori, ma sostegno per un miglior lavoro nel futuro.

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