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Riforma pensioni 2016 / Oggi 1 febbraio, ultime notizie live e news: Boeri ricorda l'impegno preso con gli italiani

Riforma pensioni news, con le ultime notizie riguardo i temi previdenziali principali e le novità che arrivano dal dibattito politico, televisivo e sui social network

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Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, ai margini di un incontro – convegno organizzato presso l’ateneo della Bocconi di Milano, ha parlato della situazione del sistema pensionistico italiano ricordando l’impegno preso al riguardo delle cosiddette buste arancioni: “Noi abbiamo preso l’impegno a mandare le buste arancioni e lo faremo”. Lo stesso Boeri ha quindi evidenziato come la busta arancione arriverà nelle case degli italiani che rientrano nelle categorie coperte non includendo, quindi, i lavoratori pubblici e quanti hanno il pin per l’accesso ai servizi per i cittadini fruibili sul sito dell’Inps. Infine, lo stesso presidente ha anche parlato della flessibilità evidenziando come ormai siano maturi i tempi per andare ad operare in tale ambito.Cesare Damiano, dal suo profilo Facebook, “rivendica” quelli che sono i risultati raggiunti a livello di modifica della Legge Fornero. “Alcune persone mi scrivono chiedendo quali sono i ‘fatti’ per quello che riguarda le pensioni”, inizia il post del Presidente della commissione Lavoro, che quindi elenca: le sette salvaguardie per gli esodati avviate dal 2012, la “proroga” di Opzione donna nell’ultima Legge di stabilità, l’anticipo dell’aumento della no tax area per i pensionati al 2016. “Non abbiamo risolto sicuramente tutto, ma abbiamo fatto un passo avanti significativo e non scontato”, scrive ancora Damiano. Per il futuro l’ex ministro non esclude si debba varare un’ottava salvaguardia per gli esodati, mentre “il 2016 deve essere l'anno della flessibilità delle pensioni: anche Renzi lo ha promesso”.

Per i pensionati della Cgil, ovvero lo Spi, è in arrivo un nuovo segretario generale che prenderà il posto di Carla Cantone, che andrà a guidare il Ferpa, il sindacato europeo dei pensionati. Il CorrierEconomia di oggi segnala che si tratta di Ivan Pedretti, 61enne bresciano che proviene dalla Fiom. Enrico Marro segnala che questa nomina, che verrà ratificata nell’assemblea generale di mercoledì, è stata voluta dalla Cantone stessa e che Pedretti rappresenterà il primo leader dello Spi proveniente dalla federazione stessa e non “un dirigente mandato dalla Cgil”. Dato poi il suo passato nella federazione dei metalmeccanici c’è da chiedersi se potrà aiutare Maurizio Landini verso la scalata alla successione di Susanna Camusso come numero uno della Cgil.

I lavoratori precoci iniziano una settimana speciale. Puntano infatti a una grande manifestazione a Bologna sabato 6 febbraio e hanno già cominciato nelle scorse settimane ad “autotassarsi” per produrre magliette, striscioni e materiali utili per manifestare. L’appuntamento è in Piazza Nettuno e sembra che saranno presenti anche i media. Sarà un’occasione importante quindi per far sentire le proprie richieste. Per questo motivo sono già cominciati gli appelli alla partecipazione: bisognerà dare un chiaro segnale anche a livello “quantitativo” per far capire a quante persone sta a cuore il provvedimento “Quota 41”, che consentirebbe a chi ha versato contributi per 41 anni di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni.

L’Istituto di Previdenza Nazionale ha fissato i versamenti volontari del 2016: per coprire un anno di contribuzione volontaria occorreranno spese minime di 3431 euro, fonte Pensioni Oggi. La cifra cala però per gli autorizzati entro il 1995 che potranno versare come esborso minimo 2909 euro l’anno. Questi nuovi valori sono inseriti nella circolare Inps 14/201 che rimangono di fatto invariati rispetto a quelli dello scorso anno: questo infatti è la reale novità di quest’anno, con i contributi di prosecuzione volontaria che rimangono invariati, rispetto al 2015. Questo è il risultato della inflazione programmata per il 2016 che è rimasta fissata a zero e pertanto i livelli retributivi sono rimasti immutati. Il prossimo 30 giugno scade il termine ultimo per il pagamento relativo al trimestre gennaio-marzo, primo dei 4 appuntamenti di quest’anno. Per i restanti 3 rimangono il 30 settembre, 31 dicembre e 31 marzo 2016.

Esce una circolare dell’Inps, la 15/2016 per la riforma delle pensioni 2016 e alcune novità spuntano con qualche sorpresa: artigiani e commercianti di fatto vengono messi alla cassa entro il prossimo 16 maggio per il pagamento dei contributi all’ines. Con il decreto Salva Italia si registra un aumento delle aliquote che porterà il peso delle categoria degli autonomi al 24% del reddito prodotto. Per quanto riguarda i commercianti quest’anno l’aliquota è salita dello 0,45% rispetto allo scorso anno, arrivando al 23,19%, mentre per gli artigiani il livello arriva al 23,10%: l’aumento, come ricordato da PensioniOggi, sarà effettuato in identica misura ogni anno fino a raggiungere il tetto stabilito del 24% entro il 2018.

Dopo l’annuncio ieri sulla possibile riforma pensioni 2016 del ddl Delega che di fatto andrebbe a porre una tagliola, una stretta sulle prestazioni dei superstiti, un’altra conseguenza è portata dal fatto che tale riordino coinvolgerà anche le altre prestazioni assistenziali e previdenziali come la pensione e soprattutto gli assegni sociali, come ricorda PensioniOggi che tali assegni hanno sostituito nel 1996 la fu pensione sociale. Coinvolgerà però nel frattempo anche le maggiorazioni sociali che arriveranno di fatto a raggiungere l’integrazione al trattamento minimo. Tutto quanto detto, riguardo i dettagli e le prestazioni interessate dal riordino, non sono ancora noti perché di fatto verranno resi effettivi dai vari decreti legislativi del Governo nelle prossime settimane. Punto decisivo sarà poi l’approvazione del ddl Delega in Parlamento, presumibilmente dopo la grande discussione e approvazioni della legge sulle Unioni Civili.

Contro l’Inps arriva una denuncia dello Spi-Cgil. In provincia di Lecce in più casi dei cittadini hanno ricevuto infatti una lettera dall’Istituto nazionale di previdenza sociale che chiedeva la restituzione di somme corrisposte a un parente o coniuge defunto. Insieme alla lettera è stato quindi inviato un Mav per procedere al pagamento di cifre superiori anche a 2.000 euro. La denuncia del sindacato non è tanto sul fatto che si chieda agli eredi di restituire somme che dei pensionati oggi defunti hanno incassato in passato, ma sul fatto che queste cifre siano state erogate dall’Inps a metà circa degli anni ’80, quindi più di 30 anni fa. Se poi si considera che la lettera viene recapitata a vedove che godono magari solamente di una pensione di reversibilità, si capisce che anche una somma non elevatissima può diventare problematica da restituire.

Da qui dunque la denuncia e la richieste di un atteggiamento diverso da parte dell’Inps, soprattutto nel momento in cui il suo Presidente ha annunciato grandi cambiamenti. Anche perché superati i 30 anni ci dovrebbe essere la prescrizione. E poi notizie di questo tipo non fanno altro che infondere incertezza in altri cittadini, che magari temono di potersi ritrovare un domani con una lettera simile che richiede somme erogate molto tempo prima.

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