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Lavoro

RUMORS/ Dopo Fiat, anche Finmeccanica "fugge" da Confindustria?

Mauro Moretti (Infophoto)Mauro Moretti (Infophoto)

Fin dall’inizio vi era la consapevolezza dei rischi che una mancata intesa o il protrarsi eccessivo della trattativa avrebbe prodotto ai danni dei lavoratori, il più pericoloso dei quali la decisione dell’impresa di dare disdetta di tutta la contrattazione di secondo livello. Questo avrebbe azzerato decenni di storia contrattuale e trattamenti economici/normativi sicuramente migliorativi rispetto al contratto nazionale metalmeccanico applicato ai dipendenti della società.

L’ipotesi di accordo realizza nell’immediato basi contrattuali comuni per tutti i dipendenti e, per alcune tematiche specifiche, prevede di ricercare nell’arco del 2016 le soluzioni contrattuali più adeguate e innovative. L’accordo in questione, per quanto ancora da ultimare, è di rilievo sia perché coinvolge un numero importante di lavoratori, sia perché rappresenta un asset particolarmente strategico. E tutto ciò avviene in un momento in cui la contrattazione pare uscire dalla fase di stallo (chimici e alimentaristi hanno rinnovato), ma a livello di accordi e modelli vari tra le parti si brancola ancora nel buio (l’intesa tra Cgil, Cisl e Uil resta al momento non condivisa sul fronte datoriale).

Domanda: ma, a questo punto, a Moretti, come ad altre aziende, serve restare all’interno del sistema confindustriale? La risposta, dopo il caso Fiat, non è scontata. E le voci che vogliono Finmeccanica fuori da Confindustria rumoreggiano ancora.

 

Twitter @sabella_thinkin

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