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CONSIGLI NON RICHIESTI/ La "lista" per sbloccare Pil e lavoro

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Dobbiamo, dunque, rincorrere una realtà che ci chiede un ulteriore sforzo, sforzo fatto di accordi tra Governo e Parti sociali, investimenti per lo sviluppo che scarcerino le potenzialità insite in novità come il Job Act, interventi profondi e radicali su mali strutturali del nostro Paese quali una rete informatica in troppe parti obsoleta, un sistema di trasporti il cui rinnovamento si blocca a ogni confine comunale, un Piano di efficientamento delle reti energetiche e idriche, l’investimento sulla risorsa culturale e sul turismo, una Pubblica amministrazione che scarica la sua inefficienza sui cittadini (a cominciare peraltro dai propri dipendenti!), senza mai intervenire sul folto mondo che vive sui contratti di consulenza da centinaia di migliaia di euro all’anno.

Senza tutto questo, mettiamocelo in testa, questa crisi continuerà ad apparirci senza fine, il futuro sarà sempre al massimo grigio, l’orizzonte pieno di nubi. L’uscita dal tunnel della crisi non dipende dal tempo che passa, ma dalle riforme che sapremo mettere in cantiere. Tutti, a partire da un Governo che ultimamente sembra però guardare più ai propri interessi elettorali che a quelli complessivi del Paese.

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