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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Rizzetto: pensioni di reversibilità, miglioreremo la proposta del Governo (ultime notizie e news, oggi 15 febbraio)

Riforma pensioni news: reversibilità, Matteo Salvini attacca il Governo Renzi sostenendo che è arrivata una proposta dell’esecutivo che mira di legare le pensioni di reversibilità all’Isee

(Infophoto)(Infophoto)

Il Governo ha detto che le pensioni di reversibilità non verranno tagliate. Resta il fatto che in commissione Lavoro c’è un provvedimento che rischia di far passare questo tipo di assegni a un tipo di calcolo legato all’Isee e non più al reddito. Un calcolo che potrebbe essere poco vantaggioso per gli italiani. Lo conferma anche Walter Rizzetto, Vicepresidente della commissione stessa, il quale aggiunge che presenterà delle proposte migliorative, cui probabilmente si aggiungeranno anche quelle di tutte le opposizioni. Dunque il caso sembra ancora aperto, nonostante le rassicurazioni di Giuliano Poletti. Sulle pensioni di reversibilità Giuliano Poletti ha precisato che non ci sarà alcun taglio da parte del governo. E se qualche intervento ci sarà, esso riguarderà gli assegni futuri e non quelli in essere. Al momento le pensioni di reversibilità sono poco più di 3 milioni e se si guardano il 2014 e il 2015 si nota che il numero di quelle nuove erogate è di poco superiore alle 180.000 unità l’anno. L’importo medio delle nuove pensioni di reversibilità erogate nel 2015 è stato di 650 euro mensili. Da qui le vibranti proteste delle scorse ore sulla possibilità che l’esecutivo intervenisse su queste prestazioni: il loro importo è già basso, sarebbe ingiusto diminuirlo ulteriormente.

Dal Governo, tramite Giuliano Poletti, arriva il chiarimento: la polemica sulle pensioni di reversibilità è infondata. Il ministro del Lavoro ha spiegato che l’esecutivo non toccherà quelle già esistenti e che “per il futuro non è  allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità; tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale”. Poletti ritiene quindi che qualcuno in cerca di visibilità sta cercando di inventare un problema che non c’è “per poi poter dire di averlo risolto”. E ha anche aggiunto: “Ribadisco che il Governo vuole dare e non togliere. Per questo, per contrastare la povertà nella legge di stabilità è  previsto lo stanziamento di 600 milioni per il 2016 e di 1 miliardo strutturale a partire dal 2017”. 

Il Governo Renzi passa al contrattacco sulla questione delle pensioni di reversibilità. Fonti anonime di palazzo Chigi, citate da diversi quotidiani, avvertono che eventuali interventi di razionalizzazione serviranno per evitare sprechi e duplicazione e non per fare cassa. L’obiettivo della delega data con il disegno di legge è quella di dare non di togliere agli italiani. Inoltre viene ricordato che le norme non interverranno sulle pensioni già in essere, ma solo su quelle future. Parole poco rassicuranti se si considera che arrivano da un fonte anonima e non da una ufficiale. Non resta che aspettare per vedere se da qualche ministero arriverà una nota o una precisazione.

Nuovo atto di accusa contro il Governo sulle pensioni di reversibilità. Cesare Damiano conferma infatti che il provvedimento con cui l’esecutivo intende varare uno strumento di lotta contro la povertà “prevede la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità”. Per il Presidente della commissione Lavoro della Camera “questo non è accettabile. Si tratterebbe dell'ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del Governo Monti”. L’ex ministro spiega anche che la previdenza “non può essere considerata la mucca da mungere in ogni stagione per risanare i conti dello Stato”. E rilancia quindi la sua battaglia per la riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità, ricordando che facendo andare in quiescenza i lavoratori più anziani si lasciano liberi posti di lavoro per i giovani.

Matteo Salvini denuncia il Governo Renzi: “Vuole tagliare le pensioni di reversibilità”. Il leader della Lega Nord ha infatti spiegato che in commissione Lavoro della Camera è arrivata una proposta dell’esecutivo che mira di legare le pensioni di reversibilità all’Isee, “fregando così migliaia di persone, soprattutto donne rimaste vedove. Rubando contributi effettivamente versati, per anni”. In effetti il rischio che con questo sistema ci sia una diminuzione delle pensioni per i familiari superstite di un pensionato defunto esiste. E Salvini non è affatto morbido con l’esecutivo: “Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo”, ha infatti detto. Resta da capire se questa proposta, che è contenuta nel più ampio provvedimento per varare uno strumento di contrasto alla povertà, verrà portata avanti o meno.

In questa giornata di pausa dalle discussioni politiche sulla riforma pensioni 2016, arrivano notizie riguardo ad un servizio poco conosciuto ma che impegna molti lavoratori in un settore particolare come quello delle imprese lirico-sinfoniche. Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in un interpello in risposta al quesito posto dall’Anfols, chiarisce che il trattenimento in servizio dei tersicorei e ballerini, può eccedere la durata massima due due anni previsti per legge, purché non superi i limiti massimi di età pensionabile contemplati dalla normativa, ovvero 47 anni per le donne e 52 anni per gli uomini. La richiesta giunta negli scorsi giorni dall’Associazione Nazionale delle Fondazioni Liriche e Sinfoniche (ANFOLS), chiedeva una interpretazione al Ministero del termine biennale previsto dalla disposizione citata per l’esercizio del diritto all’opzione al trattenimento in servizio del personale in questione. La notizie viene data da Pensioni Oggi, e riguarda perciò la novità chiarita dal ministero del Lavoro: “Tale opzione deve essere esercitata attraverso formale istanza da presentare all’Enpals entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione”.

Continuano le polemiche sulla riforma pensioni 2016 del Governo, dopo le parole di Ivan Pedretti (segretario generale dello Spi-Cgil) sulle colonne di Huffington Post in cui si critica notevolmente il governo sulla questione reversibilità della pensione per le donne vedove. Il concetto che ancora oggi sul Fatto si analizza, ma anche su altri quotidiani, è che il Governo vorrebbe “far cassa” sulla pelle delle vedove. Un allarme lanciato da Pedretti per il disegno di legge delega del Governo alla commissione della Camera, contenete un punto assai controverso che andrebbe ad incidere sul diritto alla pensione di reversibilità. Come già spiegato negli scorsi giorni su queste pagine, secondo il ddl le reversibilità dovrebbero diventare prestazioni assistenziali e non più previdenziali. Apriti cielo, con il significato profondo che in molti attaccano, ovvero che la pensione di reversibilità dovrà essere legata all’Isee e quindi al reddito famigliare. In sostanza, è sufficiente che una donna anziana viva con su figlio che percepisce anche un piccolo reddito da lavoro per far saltare il diritto alla pensione reversibile da vedova e o che la stessa donna viva con qualche amica. Le risposte ora le dovrà dare il governo nei prossimi giorni, di sicuro le polemiche sono altissime.

Cesare Damiano non molla la presa sul Governo Renzi e torna a chiedere un intervento sulle pensioni. Stavolta partendo dagli ultimi dati relativi al Pil, che segnalano una crescita inferiore alla aspettative dell’esecutivo. “I dati della crescita economica sono ancora modesti e contraddittori: se il governo vuole sostenere l’occupazione dei giovani bisogna anche che i lavoratori più anziani, che desiderano lasciare la loro attività, possano andare in pensione in modo anticipato. Si creerebbero in questo modo, con il turnover, maggiori opportunità occupazionali per chi il lavoro stenta a trovarlo. Il 2016 deve essere l’anno della flessibilità delle pensioni”, dice l’ex ministro.

Resta il fatto che questo è l’ennesimo “appello” che sembra cadere nel vuoto, dato che dal Governo arrivano solo indicazioni di massima su intervento sulle pensioni, senza che ci siano tempi certi, dato che Giuliano Poletti è arrivato a dire che dei correttivi alla Legge Fornero verranno fatti entro la fine della legislatura, che termina nel 2018! Forse Damiano ha capito che l’esecutivo intende tirarsi indietro rispetto all’impegno preso di un intervento nel 2016 e per questo continua a incalzarlo.

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