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RIFORMA PENSIONI 2016/ Brambilla: altro che pensioni di reversibilità, mettiamo "sotto controllo" la spesa assistenziale

Un mendicante Un mendicante

Bisogna innanzitutto capire a chi destinare i fondi per il contrasto alla povertà e quali sono le diverse categorie. Il contrasto alla povertà è dedicato all’intera popolazione, e quindi il primo passaggio che è fondamentale in ogni sistema che si rispetti è accertare chi ne abbia diritto. Nel Regno Unito per esempio c’è il cosiddetto “Means test”, cioè la prova dei mezzi.

 

E in Italia?

In Italia abbiamo dei soggetti maggiorenni che sono sconosciuti al Fisco, e dovremmo convocare queste persone per capire con quali mezzi vivono. Non è pensabile che ci siano dei soggetti che sono sconosciuti o che dichiarino da 15 anni un reddito da 1000-1.500 euro, o che a volte hanno redditi negativi come capita dall’esame della dichiarazione Irpef 2014. Occorre quindi capire bene qual è la reale situazione, perché la metà dei cittadini risulta sotto questa soglia.

 

Questo potrebbe avere anche ricadute sulle pensioni?

Il pensionato ha le integrazioni al minimo, le maggiorazioni sociali, la 14esima mensilità, la social card e l’assegno sociale. Sono tutte forme di sostegno e di lotta alla povertà per i pensionati che arrivati a 66 anni non hanno redditi. A parte il fatto che vorrei sapere perché la metà dei nostri pensionati in tutta la sua vita lavorativa non ha versato almeno 15 anni di contributi. È per questo che affermo che oggi bisogna partire dall’Agenzia delle Entrate prima di stanziare degli aiuti.

 

(Pietro Vernizzi)

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