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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Oggi 2 Febbraio: lavoratori precoci contro il "silenzio" dei sindacati (news live e ultime notizie)

Riforma pensioni, ultime notizie live e news provenienti dal dibattito parlamentare e non solo. Le novità riguardanti i temi previdenziali principali in questo momento

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I lavoratori precoci si stanno preparando a manifestare sabato a Bologna e a cercare quindi di dar visibilità alle proprie richieste. Tuttavia c'è chi sul gruppo Facebook "Pensioni lavoratori, precoci ed esodati" fa notare che i sindacati non si stanno muovendo per questa iniziativa. Eppure avevano inserito "Quota 41" nella loro piattaforma di proposta di riforma delle pensioni, insieme alla flessibilità pensionistica a partire da 62 anni. Qualcuno fa notare che in questo momento le organizzazioni sindacali sono prese da altro: c'è in ballo la trattativa sul rinnovo del modello contrattuale e dunque il tema delle pensioni non è in primo piano. I lavoratori precoci sono comunque pronti a far sentire la loro voce, anche se devono tristemente constatare di essere da soli. Uno dei temi più discusso e dibattuto in ambito politico ed economico è quello relativo al paventato inserimento di una norma ad hoc per consentire la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro con conseguentemente pensionamento anticipato. Una questione dibattuta a lungo nella Legge di stabilità 2015 salvo poi venir rimandata a tempi migliori. La domanda a questo punto è non solo se si farà ma quando? Stando alle parole pronunciate dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, si rischia seriamente di dover attendere la prossima legge di stabilità per cui la relativa riforma andrebbe in atto nell’anno 2017. Inoltre, Poletti ha evidenziato come in tema previdenziale non sia sufficiente un intervento veloce ma un piano strutturale completo, per il quale evidentemente, aggiungiamo noi, serve più tempo.

La Uil mette in evidenza che sulle pensioni il Governo potrebbe “agire come un singolare Robin Hood che toglie ai poveri per dare ad altri poveri”. Carmelo Barbagallo ritiene infatti che sia senza dubbio condivisibile l’intenzione dell’esecutivo di varare un piano di contrasto alla povertà. Tuttavia ci sono dei dubbi circa le soluzioni che potrebbero essere messe in campo per raggiungere questo obiettivo. “Stando alle indiscrezioni giornalistiche, infatti, i ventilati interventi - spiega il Segretario generale della Uil - sulle pensioni di reversibilità e sull'integrazione al minimo rischiano di stravolgere il senso e la portata dell'intervento annunciato”. Per Barbagallo un piano contro la povertà deve essere finanziato “con i proventi della lotta all'evasione fiscale e alla corruzione".

Giovanni Deriu, chirurgo vascolare, già professore ordinario e prorettore all'Università di Padova, lancia l’allarme: nel 2016 arriverà un prelievo sulle pensioni. Sulle pagine di Formiche.net scrive infatti che il ddl approvato la scorsa settimana dal Governo che contiene il riordino delle “prestazioni anche di natura previdenziale” non lascia presagire niente di buono. Deriu ritiene che in ogni caso Renzi non si muoverà in questa direzione se non dopo le elezioni amministrative. Resta da capire sopra quale importo le pensioni verranno considerate “d’oro” e quindi passibili di un prelievo da utilizzare poi per finanziare misure contro la povertà, piuttosto che l’innalzamento della no tax area per i pensionati o la proroga di Opzione donna.

Nel pomeriggio di oggi la commissione Lavoro della Camera tornerà a discutere di pensioni. Dalle 14:00 inizierà infatti il dibattito su alcune iniziative riguardante gli enti previdenziali privatizzati. Dopodiché si riunirà il comitato ristretto pronto a esaminare le disposizioni in materia di trattamenti pensionistici di reversibilità. L’obiettivo è quello di arrivare a regolare diversamente gli assegni che vengono erogati a coniugi ed eredi in caso di morte di un pensionato, il cui importo oggi dipende anche da fattori che spesso portano ad avere prestazioni non adeguate al costo della vita.

Mentre il dibattito politico è ancora imperniato sulle pensioni soprattutto sulla questione della flessibilità con le pressioni in tal senso da parte del Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, e del presidente dell’Inps Tito Boeri, arrivano delle importanti novità per quanto concerne la settima salvaguardia. In pratica stando a quanto inserito nell’articolo 1 della legge 208/2015 i lavoratori in mobilità che non riescono a maturare il diritto alla pensione entro la fine dell’indennità di mobilità possono ricorrere ai cosiddetti versamenti volontari per rientrare nella settima salvaguardia prevista dalla legge di stabilità. In pratica si tratta di una disposizione che si applica ai lavoratori che hanno fruito dell’indennità di mobilità ordinaria o dello speciale trattamento edile a seguito di accordi collettivi. Un importante vincolo è quello relativo alla cessione del rapporto di lavoro che deve essere avvenuta entro il 31 dicembre 2012.

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