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RIFORMA PENSIONI 2016/ Rizzetto: così metteremo "al sicuro" le pensioni di reversibilità

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Nella legge delega sul contrasto alla povertà si parla di razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, stabilendo di fatto che saranno sottoposte alla cosiddetta prova dei mezzi per stabilire chi ne abbia effettivamente diritto. Questo in realtà si va a riverberare sull’indicatore Isee. Sulla base delle intenzioni della commissione, spero e penso che si vada verso uno stralcio. Qualcuno della maggioranza o del governo probabilmente ci ha provato, però fortunatamente questa è una legislatura che ha degli anticorpi.

 

Lei è contrario alla “prova dei mezzi”?

La cosiddetta “prova dei mezzi” va fatta a monte e non a valle di un provvedimento. Quindi potremmo eventualmente immaginare di lavorare in quel senso. Mantenendo lo status quo, anche attraverso un’indagine, dobbiamo cercare di capire chi ha dei trattamenti più o meno alti. Però ci vogliono calma e sangue freddo. A fare dei titoli sui giornali o a lanciare delle dichiarazioni ci si mette ben poco. Dobbiamo però ricordarci che dietro ci sono migliaia di famiglie che legittimamente acquisiscono questo tipo di trattamento.

 

Occorrerebbe anche unificare il casellario dell’assistenza attraverso una centralizzazione?

L’Inps, anziché continuare a lanciarsi in strali politici di dubbio stile, dovrebbe monitorare tutti i passaggi che riguardano l’assistenza. Gli strumenti ci sono già, non dobbiamo inventarci nulla. La responsabilità spetta all’Inps, che dovrebbe comunicare i numeri della situazione alle commissioni Lavoro di Camera e Senato.

 

(Pietro Vernizzi)

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