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DISOCCUPAZIONE/ La sfida italiana all'Ue per il "sussidio unico"

Nel position paper presentato dal Governo italiano ai partner europei nei giorni scorsi c’è anche un capitolo dedicato a un sussidio di disoccupazione Ue. Il commento di GABRIELE FAVA

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Il position paper presentato dal Governo italiano ai partner europei nei giorni scorsi muove dalla constatazione che la gravità della crisi sta perdurando oltre ogni previsione così da rendere necessario adeguare l’idea stessa di Europa a nuovi canoni. In particolare, secondo l’esecutivo, al fine di favorire la crescita economica, debbono essere necessariamente intraprese alcune importanti riforme strutturali, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista del mercato del lavoro.

Con specifico riguardo al mercato del lavoro è stata evidenziata l’esigenza, nonché l’opportunità, di intervenire mediante la creazione di un “sussidio di disoccupazione comune per l’intera Europa”. L’ambizione è di creare uno strumento che, da un lato sia indipendente rispetto ai singoli sussidi in vigore nei singoli Stati membri e, dall’altro non esclusivo di ulteriori interventi posti in essere all’interno di ogni Stato membro. In sostanza, si tratterebbe di una misura “salvagente”, che servirebbe a proteggere i lavoratori che rimangono disoccupati a seguito di gravi e conclamate crisi economiche che colpiscono il loro Paese d’origine.

Inoltre, altra caratteristica fondamentale, è che il sussidio di disoccupazione sia una misura temporanea e di breve durata. Nella proposta, difatti, emerge chiaramente come tale misura di sussidio, attuata con risorse condivise a livello europeo, non vada considerata come una “scorciatoia” offerta ai Paesi che non hanno avviato un proprio processo di riforme strutturali. Il sussidio europeo non dovrebbe essere erogato nei confronti di quei Paesi che risentono di uno scenario macroeconomico strutturale causato dalla mancanza di riforme e di interventi in materia di disoccupazione. Al contrario, per i Paesi che hanno già avviato un percorso di riforme al proprio interno, l’introduzione di un sussidio di disoccupazione europeo può fungere da incentivo per accelerare i percorsi virtuosi già avviati.

Per quanto concerne l’aspetto dei finanziamenti, il position paper del Governo italiano prevede che il sussidio di disoccupazione europeo possa essere finanziato o utilizzando risorse economiche attinenti alla fiscalità comune o parte delle risorse dei singoli paesi destinati ai sussidi di disoccupazione nazionali.