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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Oggi 4 febbraio. Damiano: la flessibilità è la madre di tutte le mie battaglie (ultime notizie live e news)

Riforma pensioni news, con le ultime notizie sui temi previdenziali più caldi e le novità che arrivano dalle dichiarazioni nei dibattiti politici, televisivi e sui social

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Cesare Damiano è stato ospite oggi di Mi manda Rai 3, dove si è affrontato il tema delle ricongiunzione onerose, che genera situazioni davvero spiacevoli, specie per le donne. Le quali, per raggiungere i requisiti necessari ad andare in pensione, si trovano a dover pagare decina di migliaia di euro. La commissione Lavoro della Camera sta già discutendo diverse proposte sul tema e si spera che presto si possa arrivare a una legge. Damiano, in ogni caso, ha ricordato che la priorità ora è la flessibilità pensionistica. “È la madre di tutte le mie battaglie”, ha ricordato l’ex ministro del Lavoro.

Le pensioni sono sempre al centro del dibattito politico soprattutto grazie ad alcuni membri della minoranza interna del Partito Democratico tra cui il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, che stanno spingendo per riuscire ad ottenere la tanto agognata flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Sull’argomento è tornato nelle ultime ore il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha ribadito l’impegno da parte del Governo di occuparsi della flessibilità anche se sulla tempistica per una riforma del sistema previdenziale in termini generali, è stato alquanto vago evidenziando la necessità di affrontare la cosa in maniera ottimale.

La Rete dei comitati degli esodati ha scritto una lettera aperta a Renzi, agli altri membri del Governo, ai sindacati e ai rappresentanti delle istituzioni per chiedere un’ottava salvaguardia. Nella lettera viene infatti spiegato che con la Legge di stabilità non è stato risolto il problema degli esodati: anzi, sono state persino sottratte delle risorse stanziate dai precedenti governi per risolvere il problema. Dunque la Rete chiede anzitutto “l’immediato ripristino nel ‘Fondo Esodati’ delle somme distratte e utilizzate per altri scopi fino alla concorrenza degli 11,657 miliardi già previsti per le sole salvaguardie degli esodati”. Inoltre, considerando che ci sono ancora 24.000 persone senza alcuna tutela, l’approvazione di un ottavo provvedimento di salvaguardia. Cesare Damiano si schiera a fianco di Matteo Renzi contro “l’Europa dei burocrati”. L’ex ministro ricorda tra le altre cose che le “stupide politiche di austerità”, contro cui si è pronunciato anche il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ha già provocato il “disastro sociale” della riforma delle pensioni imposta al Governo Monti. Dunque per il Presidente della commissione Lavoro della Camera, “Renzi fa bene ad alzare i toni dello scontro per rivendicare più flessibilità nei conti: mi auguro che lo faccia anche per rivendicare ed attuare la flessibilità del sistema pensionistico”. 

I lavoratori precoci sono pronti a scendere in piazza sabato 6 febbraio a Bologna. La manifestazione si terrà nel pomeriggio in piazza del Nettuno. E uno dei membri del gruppo Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” ha deciso di invitare il ministro Poletti a partecipare all’iniziativa. “Lei che è di Imola potrebbe fare un salto a trovarci per avere un franco, sincero e pacato confronto con noi lavoratori precoci. Non sarebbe un gran viaggio per Lei e in questo modo avrebbe modo di vedere che non siamo dei pericolosi sovversivi, ma normali cittadini che hanno lavorato per 40 anni e oltre e che chiedono solo di aver riconosciuto quei diritti (acquisiti secondo noi) che fino ad oggi ci sono stati negati”, è scritto nel messaggio di invito. Vedremo se Poletti sarà a Bologna sabato, anche se è difficile che accetti l’invito, nonostante la promessa di un caffè offerto.

Per i pensionati da quest’anno c’è un nuovo strumento per far fronte a spese impreviste o per alimentare assegni piuttosto esigui, sempre che si sia proprietari di immobili. Si tratta del prestito vitalizio ipotecario. Il CorrierEconomia di questa settimana via ha dedicato un approfondimento, spiegandone bene il funzionamento. Il proprietario di un immobile che ha almeno 60 anni può chiedere un mutuo sull’abitazione. Per gestire il debito ha tre possibilità: estinguerlo in qualsiasi momento, versare periodicamente gli interessi in modo da non far crescere il debito o persino non rimborsare nulla per tutta la vita. Questo perché il debito potrà essere saldato dagli eredi. Questi ultimi potranno anche scegliere di affidare la vendita dell’immobile alla banca, che dovrà dare il ricavato agli eredi, tolta la somma del debito ancora esistente a lei spettante. Se il ricavato della vendita sarà inferiore al debito, gli eredi non saranno comunque chiamati a versare la differenza. 

Ovviamente il prestito è vincolato ad alcune soglie, che variano a seconda dell’età del richiedente: dal 20% del valore dell’immobile per un soggetto di 60 anni al 50% per un novantenne. Nel caso di cointestazione dell’immobile, viene presa in considerazione l’età del più giovane dei proprietari.

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COMMENTI
04/02/2016 - Renzi : giustiziere dei pensionati (Lino Fois)

Renzi il succhiatore di sangue dei poveri,pensionati e lavoratori. il tutto per rimpinguare le banche , e i poteri finanziari . Il ragazzino della finanza mondiale che stà distruggento l'Italia e gli italiani del ceto medio basso. speriamo che questa primavera venga fatto fuori con le elezioni amministrative, diversamente è la distruzione dei pensionati dei lavoratori dipendenti e dei loro figli