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RIFORMA PENSIONI 2016/ I buchi da sanare per rendere sostenibile il sistema

La sede Inps di Roma La sede Inps di Roma

Da anni ci sono categorie che percepiscono pensioni che non sono commisurate ai contributi versati, e bisogna quindi mettere a posto i conti in queste casse. Anche i dirigenti privati hanno portato 6 miliardi di buco. Il problema è che l’Inps non può essere la Croce rossa dei fondi pensione e delle categorie pensionistiche che non pagano abbastanza contributi. Ritengo che percentuali di 1 o 2 punti possano essere sostenibili, sia per quanto riguarda contributi di solidarietà, sia in termini di aumento della contribuzione.

 

Un altro tema è quello relativo a pensioni d’oro e vitalizi. Come va affrontato?

Ritengo che si possa attuare un prelievo di solidarietà sulle 250mila-300mila persone che percepiscono pensioni comprese tra i 3mila e i 3.500 euro lordi al mese. Ci sono inoltre 4-5mila vitalizi, cioè ex deputati, senatori e parlamentari regionali che incassano una pensione dopo avere fatto anche pochi anni di carriera nella politica.

 

Ritiene che vada incentivata anche la previdenza integrativa?

Sì, peccato che sia il contrario di quanto sta facendo Renzi. Mi stupisce che il governo abbia aumentato la tassazione della previdenza integrativa dall’11,5% al 20%. Da un lato il governo dice che si riducono le pensioni pubbliche obbligatorie ma che bisogna favorire la previdenza integrativa, e poi si va a raddoppiare la tassazione su quest’ultima.

 

In definitiva qual è la soluzione quando si parla di pensioni?

La coperta è corta e bisogna allungarla in termini di creazione di nuova occupazione che porta linfa contributiva alle casse. Bisogna inoltre mettere mano a un eccesso di buchi e di spese che gravano sia sulla spesa pubblica sia sul Pil.

 

(Pietro Vernizzi)

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