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Lavoro

CONTRATTI/ Gli incentivi "rivoluzionari" per sindacati e welfare

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Come abbiamo più volte rimarcato, l’incentivazione degli accordi in azienda da una parte rende più partecipativo il clima delle relazioni sindacali, dall’altra pone dei presupposti importanti per la costruzione di nuove forme di welfare ora che lo Stato sociale è sempre più un’immagine del passato. Da tempo si parla di welfare aziendale, certamente questo può contribuire alla costruzione del Nuovo welfare, ma spesso non si considera che il welfare costa: le aziende non possono sostituirsi allo Stato sociale. Tuttavia, lo Stato che fa la sua parte attraverso gli sgravi fiscali, partecipa alla costruzione del Nuovo welfare.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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COMMENTI
17/03/2016 - Il PD regolamenta i bonus (Moeller Martin)

Tre aspetti di quelli elencati saltano all'occhio. Primo, il bonus devono essere pochi soldi da distribuire ai soliti pochi. Un criterio sacrosanto come il far beneficiare tutti indistintamente ed in egual misura cozza contro i principi fondanti dei nipotini di Stalin. Secondo, devono essere coinvolti i sindacati e con questo le proprie clientele. Il concetto stesso che un gruppo di persone potrebbe trovare un accordo fuori dagli schemi predisposti dal partito è del tutto inaccettabile. Terzo, uno schema contorto e ferraginoso come base di calcolo, che comprende tutto ed il contrario di tutto tra cui un lungo elenco di voci totalmente alleatorie e perfino una voce per inserirne altre all'occorrenza. Altrimenti come possono essere decisivi il sindacato prima ed i giudici poi nel determinare a chi e quanto potrà essere elargito o negato? Giusto per confronto, sapete come hanno risolto il problema i tedeschi? Dopo il 2008 hanno fissato un tetto alla deducibilità di 560.000 Euro per evitare eccessi negli stipendi dei manager (importi superiori NON sono vietati, ma semplicemente non deducibili) A questi si possono sommare premi anche di oltre 10 milioni da calcolare in base ai risultati, suddivisi per utile e quindi tasse pagate, dividendi e bonus ai dipendenti distribuiti. Giusto ieri la Porsche ha comunicato il bonus 2015: 8.911 Euro a tutti i dipendenti, indistintamente.

 
17/03/2016 - governo di quacquaracquà (Michele Ballarini)

Purtroppo ben difficilmente questo governuccio dei penosi rottamatori farà qualcosa. Intervenire sul welfare pensionistico significherebbe rinunciare alla strategie delle mance, dei bonus, significherebbe dover effettuare quei tagli di spesa a danno dei soliti noti (consulenti, grandi studi, faccendieri, intrallazzatori assortiti, ecc.) quando invece è meglio farli sui soliti ignoti. Significherebbe non disperdere risorse. Non versare acqua in un vaso bucato quale è l'Italia. Significherebbe portare giustizia in un sistema iniquo. Con i miei contributi (che verso già da 35 anni) pago le pensioni di gente che non ha mai versato una vecchia liretta di contributi, e magari nemmeno ha pagato tasse (mio padre era commercialista...), o di pensionati d'oro che hanno lavorato per una manciata di anni. Il job act è un provvedimento "avvelenato", dal momento che l'incentivo alle assunzioni ATI è rappresentato dalla decontribuzione. Renzi, che pensioni prenderanno i giovani assunti con questo strumento del c.? E hai la faccia tosta di dire che sono i vecchi che rubano il futuro ai giovani. Ma ti cacceremo, prima o poi.