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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Proietti (Uil): Quota 96, flessibilità, esodati, precoci, il Governo deve darsi una mossa

Domenico ProiettiDomenico Proietti

Noi registriamo un consenso pressoché unanime di tutti i gruppi parlamentari sull’esigenza di reintrodurre una flessibilità nell’accesso alla pensione. Quando si passa dalle parole ai fatti però ci si ferma. E invece questo è il momento in cui governo e parlamento devono assumersi delle responsabilità conseguenti alle loro dichiarazioni. Lo stesso Matteo Renzi e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno detto che l’età è stata portata troppo in alto, anche rispetto a quello che avviene in altri Paesi europei. Allora questo è il momento di riequilibrarlo: la nostra proposta è perfettamente compatibile con quello che avviene in altri Paesi dell’Ue.

 

Per l’Inps i costi della flessibilità sono tra 3,6 e 7,5 miliardi l’anno. Nel momento in cui si chiede di tagliare i costi del lavoro e di ridurre le tasse, per voi sindacati qual è la vera priorità?

Quella delle pensioni è chiaramente una priorità. In questo modo si dà una risposta alle persone che sono ormai in età avanzata, e che magari devono rimanere a lavorare su un ponteggio fino a 70 anni. È però anche un contributo per creare nuova occupazione giovanile, perché si riattiva il turnover del mercato del lavoro. Questa misura può essere finanziata riprendendo una parte dei risparmi da 80 miliardi garantiti dalla legge Fornero. Pensiamo quindi che una riforma delle pensioni sia possibile, e parallelamente a questo è auspicabile anche un taglio delle tasse.

 

(Pietro Vernizzi)

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