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OCCUPAZIONE/ Poletti alle Agenzie del lavoro: "Facciamo funzionare assieme il Jobs Act"

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha chiuso il convegno Assolavoro sulle politiche attive per l'implementazione del Jobs Act, con un appello alle Agenzie

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

"Se non portiamo tutti gli italiani a bordo del Jobs Act non otterremo nulla. La riforma è stata già un ottimo lavoro di squadra fra Palazzo Chigi, il ministero del Lavoro e tutti gli esperti che ci hanno consigliato. Ma se nel Paese non cambiano le aspettative e i comportamenti delle persone nessuna riforma può portare veri benefici". Giuliano Poletti ha voluto chiudere personalmente, ieri, il convegno-seminario organizzato a Roma presso il Cnel da Assolavoro, l'associazione delle Agenzie per il lavoro sul tema "Jobs Act e politiche attive: tutele e servizi". 

"L’orizzonte è quello di cambiare l’uso di due parole - ha detto il ministro - difendere e resistere. In un cambiamento di epoca, se non la piantiamo di difendere e di resistere, non riusciremo a promuovere le opportunità contro le rendite C’è una nuova geografia del lavoro e delle dinamiche del sapere, delle dinamiche tra le età: dobbiamo ripensare le politiche di inclusione". L'obiettivo che ha mosso il governo nel concepire il Jobs Act "non è dare il reddito a prescindere, ma attivare le persone verso il lavoro, perché abbiano una opportunità. Dobbiamo aprire tavoli di sviluppo e di crescita, che immagino il futuro e le opportunità di lavoro, non solo tavoli di crisi", ha scandito Poletti davanti ai vertici Assolavoro (il presidente Stefano Scabbio e il vicepresidente Stefano Colli Lanzi).

"Abbiamo costruito un impianto nuovo - ha detto Poletti a proposito di riforma del collocamento  e delle politiche attive - e ora dobbiamo sperimentarlo, monitorarlo, eventualmente cambiarlo". "Il monitoraggio sarà pubblico nel senso che parteciperanno tutti i soggetti coinvolti". Riguardo la governance del nuovo "meccanismo" costruito al centro del mercato del lavoro, il ministro ha messo in guardia contro "l'eterno rischio del pendolo": prima tutto decentrato, poi tutto accentrato. "Siamo riusciti ad attivare un dialogo con le Regioni, per mettere a fattor comune i rispettivi modelli". 

Ancora un appello alle agenzie del lavoro, subito condiviso: "Il sistema funzionerà se tutti faranno quanto richiesto per far funzionare il sistema. Perché se non funzionerà, ci sarà chi tornerà a chiedere subito gli ammortizzatori passivi".

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