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Lavoro

Riforma pensioni 2016/ Nuova frenata del Governo sulle pensioni attraverso Poletti (ultime notizie e news oggi 2 marzo)

Riforma pensioni news, con le ultime notizie riguardanti i principali temi previdenziali e le novità che arrivano dal dibattito politico e dalle dichiarazioni in tv

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Arriva un’altra frenata del Governo Renzi sulla riforma delle pensioni. Giuliano Poletti è stato infatti ospite del programma Agorà, in onda su Rai 3, dove ha spiegato che il tema va trattato con molta attenzione e delicatezza. Questo perché ci sono dei vincoli europei che l’Italia deve rispettare. Sembra quindi evidente che spazi per un intervento incisivo sulle pensioni siano davvero ridotti se, come ha detto Pier Carlo Padoan, con la prossima Legge di stabilità l’esecutivo intende evitare che scattino le clausole di salvaguardia e abbassare le tasse sulle imprese. A meno di un “tesoretto”, di cui ora sembrano non esserci le premesse, non si vede da dove potrebbero arrivare le risorse necessarie a inserire la flessibilità nel sistema previdenziale. Annamaria Furlan, sul tema della riforma delle pensioni, sprona il Governo Renzi a dare risposte precise agli italiani. Il numero uno della Cisl ha ricordato durante la trasmissione Ballarò che il suo sindacato, insieme a Cgil e Uil, ha inviato una piattaforma unitaria al Governo, chiedendo la pensione anticipata a 62 anni e Quota 41 per i lavoratori precoci. Questo è avvenuto a dicembre, ma finora non è arrivata alcuna risposta dall’esecutivo. Per Furlan occorre mettere mano alla peggior legge pensionistica europea, ovvero la riforma Fornero, perché non tutti i lavoratori possono aspettare i 67 anni per andare in pensione. Senza dimenticare che il blocco del turnover penalizza l’occupazione giovanile. La sindacalista ha evidenziato che la mancanza di proposte da parte del Governo non fa che disorientare i cittadini. 

I lavoratori precoci sono a dir poco infuriati. Ieri sera, infatti, era programmato il loro intervento in diretta a Ballarò, con un collegamento da Milano. Tuttavia, ritengono di aver avuto poco spazio, a orario tardo, e soprattutto senza alcun confronto con gli ospiti in studio. Franco Rizzo, uno dei coordinatori dei comitati territoriali dei lavoratori precoci, in particolare segnala che era previsto un “contraddittorio” con il viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, che però non c’è stato. La delusione si sfoga in rabbia nei confronti di Massimo Giannini. Nei post sui gruppi Facebook dei lavoratori precoci che erano presenti ieri a Milano emerge infatti che la giornalista Francesca Biagiotti, che si occupava del collegamento, aveva programmato più interventi e continuava a chiedere la linea, senza però ottenerla da Roma. Da qui gli attacchi al conduttore della trasmissione, accusato di aver preferito non mettere in difficoltà gli esponenti governativi mettendoli a confronto con i problemi dei lavoratori precoci. 

Cesare Damiano ha parlato di pensioni in televisione, partecipando alla trasmissione diMartedì. L’ex ministro ha voluto in particolare soffermarsi sui conti dell’Inps, spiegando che depurandoli da quelli che sono i trasferimenti all’assistenza e dalle tasse che si pagano sulle pensioni e che quindi costituiscono risorse che ritornano allo Stato, si vedrebbe che il costo delle pensioni è pari a 173 miliardi, cui fanno fronte 172 miliardi di contributi. Ciò vuol dire che il sistema è sostanzialmente in equilibrio. Questi dati, a detto di Damiano, andrebbero spiegati meglio in Europa anche per mostrare che la spesa per le pensioni vale il 16% del Pil e che quindi non si può pensare di fare cassa con le pensioni: anzi, bisogna intervenire con dei correttivi alla Legge Fornero. 

Susanna Camusso non molla sulla riforma delle pensioni. Intervenuta a un presidio unitario di Cgil, Cisl e Uil davanti alla Prefettura di Perugia, la sindacalista ha detto che il Governo deve decidersi ad aprire una discussione sulle pensioni. I sindacati, unitariamente, hanno già presentato le loro proposte e dunque si attendono delle risposte. In base a esse, ha spiegato la numero uno della Cgil, si decideranno quali iniziative intraprendere da parte sindacale.  “Non pensate che ci stanchiamo, perché saremo come la goccia che scava la roccia”, ha aggiunto la Camusso. Vedremo se dal Governo arriveranno delle risposte, dato che finora il documento unitario sindacale non ha portato ad alcuna “reazione”.

In queste settimane l’attenzione dell’opinione pubblica è stata concentrata su alcuni aspetti riguardanti le pensioni e che il Governo presieduto dal Primo Ministro Matteo Renzi, vorrebbe andare a modificare. Nello specifico si parla delle pensioni di reversibilità che nelle intenzioni del Governo potrebbero essere rese direttamente proporzionali al reddito del coniuge. Una questione che ha fatto insorgere partiti politici e sindacati ma che tuttavia trova un valido alleato nella Corte dei Conti che in un recente report in cui sono stati analizzati i bilanci in rosso dell’Inps relativi all’anno 2013 e 2014 si parla di necessità di prevedere dei tagli alle pensioni di reversibilità introducendo il parametro del reddito per quantificarne l’importo a cui si avrà diritto. Una notizia destinata a far insorgere ulteriormente le parti sociali.

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COMMENTI
02/03/2016 - Governo a casa (Michele Ballarini)

Credo che in Germania i calcoli dell'incidenza della spesa previdenziale li facciano depurandoli delle tasse (soldi che ritornano allo Stato. Renzi ha aumentato, tra l'altro, la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione integrativi dal 10% al 20%!!!). In Italia no. Dunque continua la propaganda, mistificatrice e delinquenziale, sulle pensioni, fomentata da pseudo economisti liberisti che di economia nulla capiscono, men che meno di etica e responsabilità sociale. State attenti, chè la misura è colma e la rabbia per il sopruso e il furto potrebbe esplodere da un momento all'altro.