BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma Pensioni 2016 / La flessibilità e le pensioni anticipate sono il ''lusso'' che l’Italia non può permettersi

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

Ritengo che si debba insistere sulla riduzione del costo del lavoro, soprattutto per le giovani generazioni. Questo è uno strumento sul quale si deve insistere perché è in grado di dare dei risultati, assieme a contratti di lavoro più flessibili (per esempio, il part-time) per i lavoratori anziani. Occorre inoltre un investimento serio sui canali di "matching" che possono aiutare i giovani e le aziende dal punto di vista dell’occupazione. È soprattutto nel segmento medio-basso che è indispensabile una facilitazione nell’inserimento nel mercato del lavoro. In terzo luogo è necessaria una riforma fiscale seria che vada a ridurre pesantemente il costo del fare impresa. Ciò potrebbe avvenire operando una "spending review" seria ed evitando di disperdere le risorse pubbliche in misure generaliste di scarsa efficacia.

 

Per il ministro Poletti occorre “individuare una soluzione che non penalizzi i più deboli”. È d’accordo con lui?

Poletti ha ragione nel dire che i lavoratori non possono essere ulteriormente discriminati. Assicurare la flessibilità soltanto a chi ha una pensione elevata non è certo un buon criterio. Questo andrebbe a penalizzare ulteriormente quelli che hanno lavorato per tanti anni e hanno una pensione bassa.

 

Lei come ritiene che vada attuata la riforma delle pensioni?

Personalmente smetterei una volta per tutte di parlare di riforma delle pensioni. La flessibilità è un lusso che purtroppo l’Italia in questo momento non può permettersi, e a evidenziarlo sono le dichiarazioni dello stesso ministro Poletti. Purtroppo le formule di computo delle pensioni scontano ancora adesso delle quote di retributivo. In questo momento parlare di riforma delle pensioni crea soltanto incertezze e paure, che minano poi la forza della domanda interna. I pensionati hanno una propensione al consumo più elevata dei giovani, e questo fatto sostiene il Pil.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.