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Lavoro

SPILLO/ Formazione e lavoro, il "mix" che aiuta i giovani (ma non piace alla Cgil)

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La posizione della Cgil nazionale è conosciuta; meno evidente è il fatto che il meraviglioso modello statale unica garanzia (parole loro) per un'adeguata formazione dei giovani italiani produce uno scarto di produzione di oltre il 30% degli iscritti (oltre tre ragazzi su dieci abbandonano questo paradiso). Possiamo altresì dire che l'attenzione verso i giovani in formazione professionale è pari a zero? (sempre parole loro!). Possiamo dirlo per i nostri nuovi primi apprendisti dell'innovativo sistema duale? Senza le attenzioni e la disponibilità dei tutor, docenti, della direzione e dell'azienda ospitante (che li ha valorizzati, inseguiti, redarguiti, accompagnati…), non sarebbero mai arrivati nemmeno alla firma del contratto! Chi conosce i loro percorsi sa di quale dedizione e di che "ricchezza" stiamo parlando.

L'approccio ideologico diffuso da questi rappresentati dei lavoratori (compresi quelli che operano nella Iefp) è grave, purtroppo molto popolare nelle scuole medie statali, e mina, una volta accolto dagli insegnanti, il principio di libertà di scelta. Chi tra noi crede in ciò che facciamo dovrebbe in prima persona difendere la possibilità per molti ragazzi di diventare (dei) grandi.

Infine e inoltre; chi tra noi leggendo queste righe dovesse reagire con un silenzioso "beh, però, tutto sommato..." si domandi se sta facendo del bene a se stesso (e al suo posto di lavoro) oltre che ai nostri ragazzi! O forse c'è in gioco qualche cosa di più "importante" (vedi la Riforma Costituzionale varata il 20 gennaio 2016)?

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