BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI 2016/ Stop ai correttivi alla Fornero, cambiamo il sistema previdenziale dice Alessandrucci (ultime notizie e news, oggi 3 marzo)

Le news sulla riforma delle pensioni, con le ultime notizie sui temi più caldi del dibattito sul futuro della previdenza e le dichiarazioni che giungono dai media

Infophoto Infophoto

Emiliana Alessandrucci è stata ancora una volta ospite della trasmissione diMartedì, durante la quale ha nuovamente messo in rilievo le criticità della legge Fornero, che pure qualcuno si ostina a difendere. La Presidente del Colap ha in particolare fatto notare che Opzione donna e le ipotesi sulla flessibilità pensionistica altro non sono che dei “correttivi” che si cerca di mettere a un sistema che evidentemente non funziona. A questo punto, sostiene Alessandrucci, sarebbe forse il caso di fare “tabula rasa” e di riscrivere da zero le regole relative alle pensioni. Anche perché, nonostante aiuti la sostenibilità del sistema, la Legge Fornero ha creato una sorta di “spartiacque” tra chi è riuscito ad andare in pensione prima con trattamenti in taluni casi consistenti e chi invece sa che avrà un domani una pensione appena sufficiente per vivere. o mediante la presentazione di una piattaforma unitaria. La sindacalista ha spiegato che l’esecutivo non ha dato finora alcun cenno di risposta alle richieste, quindi “stiamo ragionando su come battere un colpo noi, cosa che faremo nel prossimo periodo”. I sindacati chiedevano di introdurre la flessibilità pensionistica a partire dai 62 anni, oltre che Quota 41 per i lavoratori precoci. Vedremo se a questo punto verranno indette delle manifestazioni o delle mobilitazioni per “ricordare” al Governo le richieste. 

Non solo i lavoratori precoci, anche i comitati per la proroga di Opzione donna sono piuttosto amareggiati con la trasmissione Ballarò. Infatti era previsto che il programma parlasse anche delle loro richieste, con uno specifico servizio sul tema e la presenza di una persona in studio pronta a parlare. Tuttavia, proprio il giorno stesso della messa in onda, è stato deciso di non cambiare la scaletta. Anna La Salandra, che sarebbe dovuto essere presente in studio, ha quindi deciso di unirsi ai lavoratori precoci che erano attesi da un collegamento in diretta con la trasmissione di Rai 3. Sappiamo però che non hanno avuto lo spazio che pensavano di poter avere e quindi delle richieste sulla proroga di Opzione donna non si è parlato. 

Dopo la rabbia e la delusione per il collegamento in diretta a Ballarò, i lavoratori precoci esprimono soddisfazione per il servizio che L’aria che tira ha realizzato sul loro problema, raccontando la storia di uno di loro, Moreno Barbuti, che gestisce anche il gruppo Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”. E in effetti in due minuti e mezzo, senza che ci siano toni accesi o polemiche, è possibile capire perché le rivendicazioni dei lavoratori precoci sono più che fondate. Moreno, infatti, ha 57 anni e lavora da 39. Fino a non molto tempo fa sarebbe potuto andare in pensione dopo aver versato 35 anni di contributi, poi la soglia è stata alzata a 40 anni e infine, con la Legge Fornero, portata a 42 anni e 6 mesi. Tuttavia, tale soglia si è già alzata ulteriormente per via dell’aumento dell’aspettativa di vita. Tutto questo mentre altre persone che Moreno conosce dalla sua adolescenza, e che magari si “godevano la vita” mentre lui cominciava a lavorare, sono andati in pensione. Ecco perché quella di Quota 41 in fondo non è una una richiesta “campata per aria”. Clicca qui per il video del servizio. 

Oltre a chiedere una riforma delle pensioni che introduca la flessibilità nel sistema previdenziale e la “Quota 41” per i lavoratori precoci, la Uil chiede al Governo un intervento per tagliare le tasse anche ai pensionati. Domenico Proietti, infatti, ritiene che occorra sostenere la domanda interna in Italia, così da dare slancio alla ripresa. “Il Governo deve riprendere con coraggio la strada degli 80 euro estendendoli ai lavoratori con un reddito fino a 40mila euro e ai pensionati. Il taglio delle tasse ai pensionati è particolarmente necessario in quanto sulle pensioni italiane grava il doppio delle tasse della media europea”, spiega il Segretario confederale della Uil. Il quale aggiunge anche per finanziare un intervento di questo tipo si possono utilizzare i 14 miliardi di euro recuperati dall’evasione fiscale nel 2015. 

Andare in pensione a 75 anni. Non ci sono gli italiani a temere per l’innalzamento dell’età pensionabile, ma anche gli inglesi. In un articolo pubblicato oggi su La Stampa viene infatti spiegato che David Cameron ha intenzione di rimettere mano al sistema previdenziale e gli esperti prevedono che i giovani debbano potrebbero dover lasciare il lavoro a 75 anni. Con le norme attualmente in vigore, spiega ancora l’articolo, l’età pensionabile arriverà a 67 anni entro il 2028, ma l’intenzione è quella di alzare i requisiti anagrafici per far sì che il sistema delle pensioni pubbliche sia sostenibile. Vedremo quale scelta prenderà il Governo inglese. 

Pensioni anticipate e senza penalizzazioni. Grazie alla circolare Inps n. 45 del 29 febbraio 2016 è ormai assodato che chi è andato in pensione anticipata nel 2012, 2013 e 2014, scontando una penalizzazione sull’importo del proprio assegno, non subirà più questa decurtazione. Ciò in forza di quanto disposto dalla Legge di stabilità 2016, che però chiarisce anche che la disposizione “si applica esclusivamente con riferimento ai ratei di pensione corrisposti a decorrere dal 1o gennaio 2016”. In soldoni questo significa che da tale data gli assegni pensionistici arriveranno senza più penalizzazione, ma che non ci sarà alcun “recupero” per quel che riguarda il passato. La circolare dell’Inps giunge proprio a chiarire questo punto. Vi è infatti scritto che, “in ragione della decorrenza della norma, la ricostituzione pensionistica avverrà senza riconoscimento di interessi o arretrati per i ratei relativi a periodi precedenti alla data del 1° gennaio 2016”.

I pensionati che ricevono questi trattamenti avranno quindi più soldi a disposizione ogni mese, ma non potranno avanzare richieste di avere indietro le penalizzazioni ricevute in passato. In ogni caso si tratta di cifre in più, non inizialmente previste, che questi italiani si ritroveranno in tasca.

© Riproduzione Riservata.