BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma pensioni 2016 / Parente (Pd): pensioni anticipate, serve un "pacchetto flessibilità"

Annamaria Parente Annamaria Parente

Il problema di equità generazionale non c'è soltanto in uscita, ma anche e soprattutto al momento dell'ingresso delle ragazze e dei ragazzi nel mondo del lavoro. È un problema di opportunità concrete di lavoro stabile e giustamente, a mio avviso, il governo Renzi ha deciso di iniziare ad affrontare la questione dell'immobilismo storico del nostro sistema del lavoro proprio a partire da questo aspetto. Il Jobs Act è stato pensato e realizzato con questo scopo. Insieme con gli incentivi, ha contribuito al raggiungimento dell'obiettivo di un milione di contratti stabili in più nel 2015. Ridare centralità al contratto a tempo indeterminato, anche per i giovani, significa cominciare ad aggredire anche la questione dell'equità al momento del pensionamento. Del resto, credo che la proposta avanzata dal presidente Boeri di ricalcolare con il contributivo, e quindi di tagliare, tutte le vecchie pensioni al di sopra dei 3500 euro attualmente erogate con il retributivo e di tagliare anche buona parte dei trasferimenti assistenziali, sia incostituzionale. Tra l'altro, le ipotesi avanzate dal presidente dell'Inps, che pure presentano elementi di equità, non sarebbero state sufficienti a coprire la flessibilità in uscita.

 

In molti affermano che senza le rigidità della legge Fornero l’occupazione giovanile aumenterebbe, ma il legame tra le due cose non è mai stato provato. Lei che cosa ne pensa?

Chi parla della riforma Fornero solo in questi termini si scorda della situazione contingente in cui è stata varata. L'Italia era un osservato speciale, dovevamo portare risultati di risanamento dei conti pubblici in tempi brevi, pena il default economico e il commissariamento europeo nei fatti. Il governo Monti aveva ereditato dal governo Berlusconi una situazione al collasso, le scelte difficili sono state purtroppo necessarie. Detto questo, è chiaro che l'innalzamento dell'età pensionabile ha un effetto anche sull'occupazione giovanile, ma la scelta del governo Renzi di creare opportunità concrete di lavoro stabile per i ragazzi, agganciando la ripresa con il Jobs Act, è stata vincente. Anche per varare il Jobs Act c'è voluto del coraggio, ed è stato uno choc salutare del sistema: solo abbattendo la precarietà e ristabilendo la centralità del contratto a tempo indeterminato anche per le giovani generazioni si può pensare di riequilibrare il nostro mondo del lavoro, nel lungo periodo. Per permettere un giorno anche di diminuire l'età pensionabile, se serve.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.