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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Simonetti (Lega): caro Renzi, bastano 3 miliardi per mantenere la promessa

Per ROBERTO SIMONETTI, la riforma delle pensioni si può fare con 3 miliardi di euro l’anno. È un terzo di quanto è stato speso per il bonus da 80 euro, ma è molto più importante

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«La riforma delle pensioni si può fare con 3 miliardi di euro l’anno. È un terzo di quanto è stato speso per il bonus da 80 euro, anche se nella realtà è una misura molto più importante sotto il profilo sociale e occupazionale». Lo rimarca Roberto Simonetti, deputato della Lega nord, segretario della commissione Lavoro alla Camera. La flessibilità pensionistica, più volte annunciata dal governo, è però ancora in alto mare e secondo Simonetti sarà l’ultima cartuccia che il governo Renzi userà prima di andare alle elezioni.

Onorevole Simonetti, a che punto siamo con la riforma delle pensioni?

La commissione Lavoro alla Camera ha preso la proposta Damiano come testo base per la flessibilità. Per non mettere troppa carne al fuoco, e poi non ottenere nulla dal governo e dall’Inps, ci siamo concentrati sul disegno di legge che ha le maggiori probabilità di riuscita.

Quali passi state compiendo per fare approvare il ddl Damiano?

Abbiamo fatto quantificare all’Inps le opzioni del ddl Damiano. Quest’ultimo prevede di poter andare in pensione con 63 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi, una penalizzazione del 3% annuo, quindi del 9% per tre anni. Il 30% dei lavoratori anziani vuole continuare a svolgere la sua professione, mentre il 70% vorrebbe andare in pensione.

E quindi?

Su queste basi l’Inps è arrivata a una quantificazione annua di 1,5 miliardi per il 2017, 2,5 miliardi per il 2018 e a decorrere dal 2019 altri 3 miliardi o poco più. Se ci aggiungiamo anche la Quota 41, cioè la norma per i lavoratori precoci, sono 4-5 miliardi a decorrere dal 2017.

Dove si trovano queste somme nelle attuali ristrettezze?

In una finanziaria da 35 miliardi, se si vuole, 3 miliardi si trovano. Il governo ha trovato 4 miliardi per l’Imu sulla prima casa, 10 miliardi per il bonus da 80 euro, 500 milioni per le periferie, e ha inoltre destinato 500 euro per ciascun professore. Su 3 miliardi in termini di pensione lorda il governo ha inoltre un ritorno sotto forma di gettito Irpef. In più si liberano dei posti di lavoro, risparmiando i soldi investiti in assistenza per la collocazione dei giovani.

Nel momento in cui il governo ha annunciato che taglierà ulteriormente le tasse, il bilancio non va ad assottigliarsi ancora di più?

Bisogna capire che cosa si intende per taglio delle tasse. Quest’ultimo è un fine cui tutti aspirano, ed è giusto perseguirlo, soprattutto per quanto riguarda le tasse sul lavoro e sui redditi. È chiaro che la riforma delle pensioni è necessaria dal punto di vista sociale e occupazionale. Ma soprattutto non è sulla pelle dei lavoratori e dei pensionati che bisognerà mettere a posto i conti dello Stato. I conti dello Stato si mettono a posto in un altro modo.

Quale?


COMMENTI
07/03/2016 - neoschiavismo (Michele Ballarini)

Basterebbe poco, per abbassare l'età pensionabile. Tanto per cominciare, la dottrina delle pensioni come diritti acquisiti andrebbe rivista, introducendo un criterio di sostenibilità e solidarietà, per chi percepisce pensioni da 2.000 euro in su, ad esempio. Tra l'altro, i contributi pensionistici sono denari dei lavoratori, denari che rimarrebbero nelle loro tasche se non venissero prelevati forzosamente. Infatti, l'assegno pensionistico è definito anche salario differito. A parte queste ed altre considerazioni che si potrebbero fare sulla giustizia, sulla verità (agricoltori e artigiani, che hanno versato pochissimi contributi,sono confluiti nell'INPS, come l'INPDAP per gli statali, cioè un debito dello Stato accollato ai lavoratori del privato), sulla violenza della riforma Fornero (forever al...), penso però che la controriforma delle pensioni non si farà. I lavoratori attuali, soprattutto quelli appartenenti a certe categorie, sono mucche da mungere. Il Governo attinge dall'INPS per le sue politiche assistenziali, in primo luogo. Renzi è un liberista, e si sa che per i liberisti, non paghi del disastro sociale ed economico cui hanno condotto e stanno conducendo il mondo intero, i pensionati sono rami secchi, da tagliare. Comunque, caro Renzi, come a te non importa dei lavoratori anziani, stanchi, frustrati,che dopo una vita spesa per l'azienda spererebbero di poter giustamente impiegare le loro energie in altre attività, a noi non importa proprio nulla di te. Vaff.