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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Elsa Fornero e la sua legge: non voglio rispondere a Salvini (ultime notizie live e news, oggi 9 marzo)

Le novità sulla riforma delle pensioni, con le ultime notizie riguardanti i principali temi previdenziali e le news che arrivano con le dichiarazioni di politici, esperti e sindacalisti

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Dopo diverse parole non proprio lusinghiere sulla sua riforma delle pensioni da parte di Matteo Salvini, Elsa Fornero non ritiene sia il caso di rispondere al leader della Lega Nord. Il quale, ricordiamolo, ha bollato la sua legge come “infame”, oltre ad aver già provato a cancellarla con un referendum. Inoltre ha detto che condannerebbe all’esilio l’ex ministro del Lavoro. Tuttavia la Fornero, come si diceva, ritiene che non sia il caso di rispondere a Salvini. Si è però limitata a dire di ritenere gli italiani capaci di saper distinguere tra una persona che vuole creare solo polemiche e una che cerca di risolvere i problemi del Paese. Si sa che uno degli ostacoli alla riforma delle pensioni è la mancanza di risorse. E di certo non può far quindi piacere sapere che ci sono persone che cercano di avere indebitamente soldi dall’Inps. A Bologna quattro persone (tre uomini e una donna) sono state denunciate per aver cercato di nascondere all’Istituto di previdenziale sociale il decesso delle madri, così da poter continuare a incassare le loro pensioni, in tutto quasi 200.000 euro. La Guardia di finanza, che ha eseguito dei controlli ad ampio raggio in Emilia, ha scoperto altri 15 casi analoghi, di cui 12 già noti all’Inps. 

Un nuovo freno a una riforma delle pensioni da parte del Governo sembra arrivare da Enrico Zanetti. Il viceministro dell’Economia, partecipando alla trasmissione diMartedì, ha infatti detto che i pensionati sono la principale voce di spesa del bilancio italiano e stanno a cuore al Governo, tanto che eviterà di ritoccare in modo “azzardato” la materia delle pensioni. Per Zanetti i pensionati stessi sono primi interessati a che non si facciano delle manovre “spericolate” sulle pensioni. Per certi versi il ragionamento del viceministro non è sbagliato. Il problema è che, potrebbe far notare qualcuno, sono mesi che il Governo sta pensando a un intervento sulle pensioni, dunque dovrebbe avere in mano le soluzioni più valide già in mano. A meno che finora non abbia solamente fatto “melina” senza esaminare sul serio il tema.

Scontro tra Matteo Salvini e Giuliano Cazzola sulla Legge Fornero durante la trasmissione diMartedì. Il leader della Lega Nord ha infatti ancora una volta attaccato la riforma delle pensioni del Governo Monti e ha detto all’ex deputato che non era il caso di “vantarsi” di averla votata. In particolare il numero uno del Carroccio ha invitato Cazzola a provare a spiegare a chi è rimasto senza lavoro dopo i 50 anni che è un bene aver alzato l’età pensionabile. Da parte sua l’ex sindacalista ha sostenuto che per queste persone la soluzione si chiama lavoro, ma Salvini ha replicato che è impossibile possano trovare un posto dato che c’è la crisi. Cazzola ha quindi detto al suo interlocutore di far arrivare pure sotto casa sua le persone che avevano da presentargli rimostranze e ha fornito in diretta tv anche il suo indirizzo di residenza. A quel punto è intervenuto Giovanni Floris, che ha interrotto il dibattito avvertendo Cazzola di evitare di dare il suo indirizzo di casa perché poi si sarebbe trovato per davvero delle persone ad aspettarlo. 

Gli immigrati garantiscono la pensione a seicentomila italiani. Così Repubblica riporta le conclusioni di una relazione preparata da Roberto Garofali, capo di gabinetto del ministero dell’Economia, in cui sono esposti molti altri dati riguardanti i fenomeni migratori e le loro conseguenze economiche per il Paese. Di certo questo dato fa riflettere nel momento in cui sembra cresciuto il timore dovuto al gran flusso di stranieri nel nostro Paese, che spesso proseguono poi alla volta di altri stati europei. I numeri dicono che nel 2014 i lavoratori extracomunitari hanno verso all’Inps circa 8 miliardi di contributi, ricevendo prestazioni pari a poco più di 3 miliardi. Dunque al momento il loro apporto è nettamente positivo.

In questi giorni si sta discutendo tantissimo sul sistema delle pensioni con diversi partiti politici e parti sociali che hanno ribadito a più riprese come le regole attuali debbano essere riveste in quanto troppo penalizzanti per i lavoratori. Un argomento sul quale, almeno per il momento il Premier Matteo Renzi ha voluto soprassedere evidenziando come non possa prendere impegni sulle pensioni. Parole che non sono per niente piaciute a lavoratori e sindacati, consci di come non sembrano esserci spazi di manovra per permettere uscite anzitempo dal mondo del lavoro rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero. Tuttavia per le donne resta percorribile la strada che porta alla legge Maroni del 2004 che ha riservato per tutte le lavoratrici con almeno 57 anni di età se dipendenti e 58 nel caso di autonome, e disposte a passare al calcolo contributivo della pensione che senza dubbio è molto meno vantaggioso in termine di importo mensile. Va sottolineato che questa strada è percorribile per le donne che hanno maturato i suddetti requisiti al 31 dicembre 2015.

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