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RIFORMA PENSIONI 2016/ Loy (Uil): il "pensionamento dolce" per cominciare a correggere la Legge Fornero

Il 2 aprile i sindacati sono scesi in piazza per le pensioni Il 2 aprile i sindacati sono scesi in piazza per le pensioni

Noi crediamo che si possa andare verso un compromesso, ma in questo caso non lo ritengo accettabile perché il costo della flessibilità è ancora troppo oneroso. Lo schema generale da adottare però è questo. Forse bisognerebbe usare un po’ di fantasia, nel senso che dovremmo incrociare il sistema pensionistico anche con altri fattori. Tra questi ultimi ci sono il part time per i lavoratori più maturi e un incrocio con gli ammortizzatori sociali.

 

Concretamente che cosa si potrebbe fare?

In alcuni settori abbiamo un’esperienza importante e consolidata. Attraverso un contributo di imprese e lavoratori si sono costruiti dei fondi che hanno permesso di accompagnare al “pensionamento dolce” decine di migliaia di persone. Quel modello potrebbe essere ripreso con il sostegno finanziario dello Stato, in modo da offrire una prima risposta a una fascia importante dei lavoratori ultrasessantenni.

 

Secondo Boeri, per sei lavoratori su dieci le pensioni saranno più basse di quanto si aspettino. Che cosa si può fare per i giovani?

Intanto i giovani devono lavorare, e anche il prima possibile. In mancanza di una quantità e qualità di lavoro decente infatti non esiste una soluzione automatica. Purtroppo nel nostro Paese si comincia troppo tardi ad avere un lavoro continuo, con una retribuzione abbastanza regolare. Nel frattempo, in attesa che la ripresa ci consenta di dare la risposta ai problemi dell’occupazione giovanile, certamente va riaperto il tema di una previdenza integrativa che non può essere penalizzata.

 

(Pietro Vernizzi)

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