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Lavoro

GIOVANI E LAVORO/ Così l'Ue può evitare la "generazione perduta"

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

Paesi che hanno messo in sicurezza le loro banche prima del varo delle normative di vigilanza prudenziale e del "bail-in" hanno poi stigmatizzato altri Paesi dopo il varo del di quanto sopra. Le banche c'entrano perché i colossi del credito inglesi, francesi e tedeschi, lavorando da grandi banche globali al contempo commerciali e d'investimento, concorrono a creare denaro altrove come base monetaria utile ma altamente instabile di fronte a uno shock finanziario e/o valutario. C'entrano nella misura in cui nell'Ue perdurino e non si risolvano, re-iniziando un percorso di "ri-regolazione normativa" se non addirittura di "rifondazione di principi" da cui le norme discendono. Un percorso che partendo dalle componenti politiche nazionali si esprima in quelle sovranazionali e dia al Parlamento europeo quella base rafforzata per reggere alle temperie.

Ancora una volta il lettore si chiederà cosa c'entrino le banche. Le banche sono gangli, vettori e presidi dei sistemi di pagamento, di allocazione di risparmio, di crediti e d'investimento e la loro funzione e attività è oggetto di normativa prudenziale e di vigilanza. È chiaro che in un condominio rissoso c'è chi riesce a far passare la sua linea se l'amministratore è sensibile, se non addirittura compiacente verso alcuni piuttosto che altri… E poi si sa quanto sia difficile il dopo, se affrontato un ordine del giorno in un certo modo, a chi è assente, è distratto, a chi per pigrizia o per imperizia non riesca a concentrare su di sé consensi o deleghe, non resti altro che dolersene, ove non si prepari meglio in futuro.

Poiché in ogni condominio l'amministratore deve essere responsabilizzato nei confronti dei condomini, è bene che questo avvenga anche con la Commissione europea nei confronti del Parlamento europeo. Se al presente esiste nei fatti una "quasi governance duale" di Bce e Commissione, temporanea per turare e falle create o prodotte per equilibri di potere non "inter pares", non vi può essere un dualismo politico e prospettico che partendo dalle disparità di trattamento consolidate dalla normativa e dalla prassi gestionale per nulla "best practice" realizzi effetti perversi.

La Commissione non può lavorare a due velocità e con strabismo normativo che finora ha comportato due pesi e due misure. E la Bce, nell'ambito delle norme che le sono state date, non può salvare l'Unione europea se l'Ue non vuole salvare se stessa. E questo significa che un rinnovato cammino deve essere intrapreso ripartendo dal Parlamento europeo.

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