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RIFORMA PENSIONI 2016 / Oggi 16 aprile. Lavoratori precoci, proseguono i preparativi per la mobilitazione del 22 aprile (ultime notizie live e news)

Ultime news riforma pensioni 2016, con le novità riguardanti i principali temi previdenziali e le notizie che si possono carpire dalle dichiarazioni di esperti e politici

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Per i lavoratori precoci si avvicina una data importante: il 22 aprile si terrà infatti un presidio sotto la sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze, cui parteciperanno anche i sindacati e la Rete dei Comitati degli esodati. Non manca molto e anche per dare la possibilità a chi abita lontano dallla Capitale di poter partecipare all’evento, i sindacati stanno mettendo a disposizione dei pullman gratuiti per raggiungere Roma. I primi due, come si legge in un post sul gruppo Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti, sono in preparazione a Milano e Bologna. Tuttavia questi partiranno effettivamente solo se ci sarà un numero congruo di passeggeri. L’invito del gruppo è quindi quello di utilizzare questo mezzo di trasporto, considerando che sono previste delle tappe anche a Brescia e Piacenza.

La riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità viene auspicata anche da Alberto Brambilla, ex Sottosegretario al Welfare e oggi coordinatore del Centro studi e ricerche di Itinerari previdenziali. A suo modo di vedere ci deve essere la pensione anticipata di 4 anni, con “un correttivo attuariale che riduce la prestazione pensionistica del 12,3% circa”. Una soluzione di gran lunga preferibile rispetto al part-time agevolato, che per Brambilla presenta tre problemi: il fatto che il lavoratore avrà una retribuzione inferiore; il fatto che le aziende avranno un aumento del costo del lavoro superiore al 10%; il fatto che i fondi stanziati dal Governo basterebbero per soddisfare non più di 25mila domande. Del tema si parlerà comunque nella Giornata nazionale della previdenza in programma dal 10 al 12 maggio a Napoli e organizzata proprio da Itinerari previdenziali. 

Nelle ultime settimane è tornato ad aleggiare lo spettro di una riforma delle pensioni di reversibilità, con la possibilità di un loro ricalcolo e relativo taglio. Si è anche scoperto che per gli ex parlamentari ci sono regole molto più “vantaggiose” per questo tipo di assegni. Sembra che comunque nulla verrà toccato su questo fronte e un’altra rassicurazione arriva da Yoram Gutgeld, commissario alla spending review. Nella prima giornata della Trilateral Commission tenutasi a Roma, ha infatti detto che ci sarà una revisione della spesa pari a 25 miliardi di euro nel 2016, ma che non ci sarà nessun taglio alle pensioni, né ai posti di lavoro nella Pubblica amministrazione.

Dall’inizio del 2016 si è fatto un gran parlare delle pensioni di reversibilità con le presunte intenzioni da parte del Governo di andare a rivedere la norma per renderla direttamente proporzionale al reddito del congiunto rimasto in vita (la vicenda è stata più volte smentita da rappresentati dell’attuale Governo). Tuttavia, negli ultimi giorni si è scoperto come le reversibilità che hanno interessato esponenti del Parlamento siano piuttosto generose. Infatti, sui quasi 10 milioni di assegni versati dall’Inps per le pensioni a cittadini, ben 1,4 milioni sono di reversibilità ed ossia il 14,5% mentre se si considerano i rappresentati della Camera la percentuale cresce fino al 30,4% ed ossia oltre il doppio. Vedremo se nei prossimi mesi si riuscirà a rendere la situazione più bilanciata.

L’attenzione dell’opinione pubblica, delle parti sociali e degli stessi partiti politici nelle ultime ore si è concentrata intorno al decreto firmato dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, con cui si è andati a regolamentare l’interessante strumento del part-time agevolato per i dipendenti del settore privato vicini alla pensione che vogliono limare il proprio impegno lavorativo con lievi riflessi sulla busta paga e nulli sull’importo pensionistico futuro. Tante le polemiche soprattutto per le scarse risorse messe a disposizione e per una presunta disparità tra generi. Tutto questo sembra aver fatto passare in secondo piano una notizia che riguarda tutti i pensionati Inps che potrebbero ritrovarsi nel cedolino di Aprile un conguaglio fiscale a seguito di operazioni di ricostituzione a credito o a debito. Ovviamente, la notizia sarà positiva nel caso di credito in quanto l’importo risulterà maggiorato mentre negativa nel caso si dovesse trattare di debito con un importo pensionistico che per questo mese sarebbe dunque più basso. Da sottolineare come ad ogni pensionato arriveranno comunicazioni differenziate a seconda della tipologia di intervento relativo alla propria situazione (pensioni con conguagli fiscali, pensioni previdenziali private, prestazioni assistenziali, prestazioni invalidi civili, pensioni delle gestioni private individuate a rinnovo come ricostruzioni d’ufficio e pensioni interessate dai nuovi limiti per il diritto alle detrazioni fiscali per redditi anno 2016).

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