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Riforma pensioni 2016 / Il falso mito delle "porte girevoli" per la flessibilità

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

L’impressione (vedremo se saremo contraddetti dai fatti) è che anche questa norma, dettata da un approccio assistenzialistico al tema, rischi di mostrare poco appeal. Purtroppo, l’idea, ancora fortemente radicata e professata, che il problema occupazionale del nostro Paese possa essere risolto favorendo un meccanismo di “porte girevoli” (favoriamo la flessibilità in uscita affinché possiamo impiegare le nuove generazioni), non tiene conto di tre elementi fondamentali: a) non si creano posti di lavoro per legge e qualunque intervento normativo risulta poco efficace se non si agisce con misure in favore dello sviluppo d’impresa; b) il mercato del lavoro nei paesi sviluppati si caratterizza sempre più per la ricerca di competenze e non per il mero ricambio di teste; c) esempi di altri paesi con elevati tassi di occupazione giovanile, presentando, altresì, elevati valori di impiego nelle fasce più anziane dei lavoratori, dimostrano che non è riducendo queste ultime che si riduce la disoccupazione delle fasce più giovani, le quali - paradosso di una scelta di questo tipo - dovrebbero anche farsi carico dell’onere che questa “flessibilità” può produrre.


Twitter @walteranedda

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