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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Oggi 2 aprile, ultime notizie live e news: manifestazione in piazza di Cgil, Cils e Uil. Il 19 maggio nuovo sciopero a Roma

Riforma pensioni 2016, ultime notizie live e news: mentre i sindacati scendo in piazza per flessibilità e altri strumenti, è stato calcolato il risparmio avuto dalla Riforma Fornero.

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I sindacati ed i lavoratori sono scesi in piazza in maniera compatta per chiedere al Governo Renzi di riformare il sistema pensionistico ed in particolare prevedendo l’inserimento della flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Il segretario della Cisl, Annamaria Furlan, nel corso del comizio che si sta tenendo in queste ore, ha esortato il Governo a cambiare la Legge Fornero promuovendo una possibile soluzione: “combinare contributi ed età anagrafica o stabilire che dopo 41 anni di contributi si può andare in pensione”. La stessa Furlan ha quindi evidenziato come la Cisl andrà avanti “fino a schiodare il Governo”. Inoltre, sembra che i sindacati dei pensionati sono pronti a scendere in piazza a Roma il prossimo 19 maggio.

Mentre una buona fetta di lavoratori sono questi oggi in diverse piazze italiane nella maxi manifestazione promossa dai tre principali sindacati italiani (CGIL, CISL e UIL) alcuni deputati del Partito Democratico hanno chiesto al Governo di quantificare i costi necessari per potere estendere la pensione a 64 anni. La richiesta è stata avanzata nel corso di una interrogazione presso la Commissione Lavoro della Camera al Ministro del Lavoro. In buona sostanza, l’obiettivo è quello di consentire di uscire dal mondo del lavoro a 64 anni e 7 mesi nel corso di questo 2016 per quanti avevano raggiunto la quota 96 oppure i 60 anni del 2012 ed i 20 anni di contributi nel caso delle donne, proprio come previsto dall’articolo 24, comma 15-bis del dl 201/2011.

Scendono in piazza oggi i sindacati Cgil, Cisl e Uil sul tema della riforma pensioni. La manifestazione sindacale unitaria ha carattere nazionale e inizierà dalle ore 10. Diverse le iniziative previste dalle organizzazioni sindacali in varie città. I sindacati scendono in piazza per "cambiare la legge Fornero sulle pensioni": questo l'obiettivo della protesta. Le richieste sono "flessibilità per tutti" e "rispetto per fatica e lavori diversi": con questi slogan si apriranno le manifestazioni di Roma, Napoli e Venezia. Alla protesta parteciperanno anche alcuni esponenti politici. I segretari generali delle tre confederazioni sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, saranno presenti rispettivamente a Venezia, in Campo Santa Margherita, a Roma, in Piazza SS. Apostoli, e a Napoli, in Piazza Giacomo Matteotti.

Nella giornata di ieri, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha messo in atto una manifestazione nei confronti dell’ex Ministro Elsa Fornero assediandola sotto casa a San Carlo Canavese. Non si è fatta attendere la replica della Fornero affidata ad una intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica: “Di una cosa sono sicura: alla fine tra me e Salvini vincerò io, perché ho dentro una forza morale che lui non ha”. La Fornero ha anche parlato delle tante minacce ed insulti che sta ricevendo da un po’ di tempo a questa parte ed alle quali pare averci fatto l’abitudine per poi parlare di quelle ormai storiche lacrime in diretta tv all’annuncio delle dolorose riforme: ”Davvero quelle furono due lacrimucce di emozione. Avevo scritto la riforma in venti giorni, accumulando una tensione terribile”.

Quest’oggi i sindacati scendono in piazza per scioperare per richiedere al Governo la riforma delle pensioni ed in particolar modo la possibilità per i lavoratori per accedere al sistema pensionistico con un certo anticipo. I sindacati vorrebbero anche una radicale revisione della Legge Fornero sulle pensioni, vista da sempre come l’origine di tutti i mali. In realtà, proprio in queste ore è stato pubblicato un report della Corte dei Conti che evidenzia l’enorme risparmio per le casse dello Stato grazie agli aggiustamenti effettuati negli ultimi anni al sistema previdenziale. Nello specifico, la “spesa per pensioni sarebbe stata superiore di ben due punti percentuali di Pil rispetto a quella effettivamente realizzatasi, cioè oltre trenta miliardi di euro l’anno, e per un periodo di almeno quindici anni”. Insomma, una bella boccata di ossigeno per le casse dello Stato, permettendo al Governo Renzi di effettuare altri interventi tra cui i famosi 80 euro.

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