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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Part-time agevolato, i vantaggi per i lavoratori (e le imprese?)

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L'accoglimento dell'istanza presuppone la sussistenza dei requisiti del lavoratore e la disponibilità, per ciascuna delle annualità in cui si estende la durata del rapporto di lavoro a tempo parziale agevolato, delle risorse finanziarie. Qualora dal monitoraggio delle domande di accesso, risulti superato il limite massimo delle risorse assegnate, l'Inps respingerà la domanda.

Gli effetti del contratto decorrono dal primo giorno del periodo di paga mensile successivo a quello di accoglimento dell'istanza da parte dell'Inps. Il datore di lavoro dovrà comunicare all'Inps e alla Direzione territoriale del lavoro la cessazione del rapporto di lavoro a tempo parziale agevolato.

In termini numerici, richiamando una proiezione fatta dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, se un lavoratore a tempo indeterminato full-time con uno stipendio annuo netto di 18.936 euro netti, ossia circa 1.450,00 euro netti al mese per tredici mensilità, passa a un part-time agevolato al 60% il suo stipendio netto, scenderebbe a circa 1.170,00 euro netti al mese per un totale annuo di circa 15.200 euro netto in busta paga comprensivo delle agevolazioni.

Il vantaggio per il lavoratore, a fronte di una riduzione della retribuzione, è quello di ottenere una riduzione dell'orario di lavoro e nello stesso tempo vedersi riconosciuta, per le ore ridotte, la corrispondente contribuzione figurativa, oltre alla somma, pari alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici relativa alla prestazione lavorativa non effettuata, corrisposta dal datore di lavoro. Mentre, il vantaggio del datore di lavoro potrà essere valutato, più che in termini economici, in particolare sulla base di un interesse aziendale al ricambio generazionale tramite l'utilizzo del part-time agevolato.

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