BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma pensioni 2016 / Part-time agevolato, i vantaggi per i lavoratori (e le imprese?)

In attesa di una riforma delle pensioni, Giuliano Poletti ha firmato il decreto relativo al cosiddetto part-time agevolato. GABRIELE FAVA ci aiuta a capire come funziona questo strumento

Fotolia Fotolia

Con il Decreto Interministeriale del 13 aprile 2015 il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il ministero dell'Economia fornisce chiarimenti in merito alla possibilità, da parte del lavoratore, di trasformare il rapporto di lavoro da full-time a part-time in prossimità dell'età pensionabile, così come previsto dal comma 284, dell'articolo 1, della Legge n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016). Tale provvedimento consente ai lavoratori dipendenti del settore privato di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con riduzione dell'orario di lavoro in misura compresa tra il 40% e il 60%, con corresponsione mensile, da parte datoriale, di una somma pari alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata e con riconoscimento della contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata in ragione del contratto di lavoro a tempo parziale agevolato. Per ottenere le agevolazioni previste per tali lavoratori dovranno ricorrere le seguenti condizioni: rapporto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato in corso; maturazione entro il 31 dicembre 2018 del requisito anagrafico per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia; aver maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia; accordo con il datore di lavoro.

Il datore di lavoro e il lavoratore, al ricorrere delle condizioni indicate, potranno stipulare un contratto denominato “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato”, in cui indicare la misura del tempo parziale - compresa tra il 40% e il 60% -, la cui durata dovrà essere pari al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e la data di maturazione, da parte del lavoratore, del requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia. Prima della sottoscrizione del nuovo contratto di lavoro il lavoratore dovrà ottenere dall'Inps la certificazione che attesti i requisiti sopra indicati.

Le agevolazioni cessano o al momento della maturazione, da parte del lavoratore, del requisito anagrafico per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia o qualora siano modificati i termini dell'accordo. La somma erogata dall'azienda è onnicomprensiva e non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettata ad alcuna forma di contribuzione previdenziale, ivi inclusa quella relativa all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e la malattia professionale. Inoltre, al lavoratore sarà riconosciuta la corrispondente contribuzione figurativa (a carico dello Stato).

Una volta stipulato il contratto di lavoro a tempo parziale, l'azienda deve trasmettere detto contratto alla Direzione del lavoro competente per territorio, ciò affinché possa rilasciare l'autorizzazione all'accesso al beneficio (entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione dell'accordo). Il datore di lavoro, una volta acquisito il provvedimento autorizzazione da parte della Direzione territoriale di lavoro, o trascorsi inutilmente i 5 giorni lavorativi, trasmette istanza telematica all'Inps, contenente il dato identificativo della certificazione al diritto, nonché le informazioni relative al contratto di lavoro e le informazioni necessarie ad operare la stima dell'onere del beneficio. Entro 5 giorni lavorativi, decorrenti dalla ricezione dell'istanza telematica, l'Inps comunica l'accoglimento o il rigetto.