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Riforma pensioni 2016/ Oggi 21 aprile. Landini: abbassare l'età pensionabile e stop al contributivo (ultime notizie live e news)

Novità pensioni, con le ultime notizie sulla riforma e sui principali temi previdenziali e le news che arrivano attraverso le dichiarazioni di politici, esperti e sindacalisti

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Maurizio Landini è convinto che se il Governo intende procedere a una riforma delle pensioni deve avviare una trattativa con i sindacati. I quali del resto dalla fine dello scorso anno hanno presentato una loro proposta unitaria sul tema. Il leader della Fiom ha dichiarato ieri, durante lo sciopero dei metalmeccanici, che è necessario abbassare l’età pensionabile, ripristinare le pensioni di anzianità abolite dalla Legge Fornero e superare il sistema contributivo, per fare in modo che anche i giovani possano contare in futuro su un assegno di importo adeguato. – Mentre si discute su possibili soluzioni al fine di concedere a lavoratori in prossimità della pensione, un’uscita anticipata (flessibilità) soprattutto per i dipendenti di aziende alle prese con difficoltà economiche, in queste ore arriva una comunicazione da parte dell’Inps rivolta ai pensionati statali. Nello specifico l’istituto previdenziale italiano con il messaggio numero 1763/2016 avvisa che il primo pagamento delle pensioni erogate dalle gestioni pubbliche potrebbe avvenire il 7 di ogni mese. Sempre nello stesso messaggio l’Inps ricorda che nelle convenzioni stipulate con gli enti pagatori sia stabilito che il pagamento delle rate di nuova liquidazione possa avvenire nei giorni 1,7 e 20 oppure nel giorno bancabile immediatamente successivo nel caso fossero festivi.

Le ultime riforme delle pensioni hanno portato a un innalzamento dei requisiti anagrafici che sta frenando il numero di accessi alla quiescenza. L’Inps ha infatti segnalato che nel primo trimestre del 2016 i nuovi assegni liquidati sono stati poco più di 95.000, contro gli oltre 145.000 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un calo del 34,5%. Questa diminuzione risente senz’altro dell’aumento dei 4 mesi dell’età pensionabile legati all’accresciuta aspettativa di vita. Inoltre vi è stato da gennaio per le sole donne un aumento di 18 mesi del requisito anagrafico per le pensioni di vecchiaia (12 mesi per le autonome). L’Inps segnala anche che l’importo medio degli assegni liquidati è stato di 942, quando la media del 2015 è stata di 995 euro.

Elsa Fornero interviene sul dibattito relativo alla riforma delle pensioni. L’ex ministro, intervistata da La Stampa, ritiene che pensionamenti anticipati generalizzati sarebbero molto costosi e quindi pericolosi per il debito pubblico. Bisognerebbe quindi mettere in campo degli interventi limitati ad alcune categorie. In particolare meriterebbero di poter andare in pensione anticipata i lavoratori precoci, “che hanno fatto una vita di lavoro disagiata, se non ‘usurante’ in senso stretto”. Inoltre, si potrebbe prorogare Opzione donna, “che costa cara, ma può aiutare donne relativamente giovani che devono badare a un familiare bisognoso di cura”. La Fornero si chiede se in ogni caso si vuole “davvero aumentare ancora la spesa pensionistica, quando ci sarebbero tantissime cose che si potrebbero fare con i soldi pubblici”.

Filippo Taddei conferma che il Pd sta lavorando sulla riforma delle pensioni. In un’intervista a L’Unità, il responsabile economico del partito di maggioranza spiega che c’era un impegno ad aprire una riflessione sul tema nel 2016, “ed è esattamente quello che stiamo facendo: analisi, valutazione dei costi, effetti sugli equilibri finanziari”. Taddei ha anche detto che “se il lavoro di approfondimento continua si potrà arrivare alla proposta politica”. Tra le altre cose ha voluto anche commentare le parole di Tito Boeri sulla prospettiva per i giovani di lavorare fino a 75 anni, volendo ricordare che si tratta di “un caso limite”.

La riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità, come noto, prevede delle penalizzazioni sugli assegni a seconda dell’anticipo con cui si lascia il mondo del lavoro. Tuttavia gli italiani non sembrano gradire molto l’ipotesi. La Ipsos di Nando Pagnoncelli, in un sondaggio per la trasmissione diMartedì, ha infatti registrato un 59% di No come risposta alla domanda “Lei accetterebbe una pensione inferiore pur di smettere di lavorare?”. Solo il 34% ha detto Sì. Un’altra domanda, riguardo le pensioni ritenute più ingiuste, fa emergere che i vitalizi dei politici non vanno affatto giù agli italiani (77% delle risposte) e che le pensioni di reversibilità (6%) sono più “indigeste” delle baby pensioni (4%).

Non c’è dubbio che le ultime dichiarazioni di Pier Carlo Padoan sulla possibilità di varare una riforma delle pensioni abbiano riacceso un dibattito di per sé già molto caldo. Molti hanno considerato le parole del ministro dell’Economia come un’apertura alla flessibilità pensionistica, ma Carmelo Barbagallo non è di questo avviso. “Quella di Padoan un'apertura? Non è neanche un oblò!”, ha detto infatti il Segretario generale della Uil, spiegando che il rischio concreto è che i finanziamenti complementari cui ha fatto riferimento Padoan possano arrivare dalle pensioni di reversibilità, dato che le risorse necessarie alla pensione anticipata non sono state postate. 

Dunque Barbagallo non esclude che il Governo voglia tagliare le pensioni di reversibilità per finanziare la flessibilità, anche perché la famosa norma sulla “razionalizzazione” di questo tipo di prestazione non è stata cancellata. “Chi ha scritto quella norma sulla reversibilità ci dovrebbe dire a cosa pensava e chi ancora non la toglie a cosa pensa”, ha spiegato Barbagallo, aggiungendo che il sindacato ovviamente sarà in prima linea per evitare che una manovra del genere possa essere compiuta.

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COMMENTI
21/04/2016 - PENSIONI FLESSIBILI (FILIPPO VENTRELLA)

PROPONIAMO POSSIBILITA' DI USCITA DA QUOTA 100 , CON CALCOLO CONTRIBUTIVO E RINUNCIA AL MISTO RETRIBUTIVO!!

 
21/04/2016 - Le risorse c'erano (Michele Ballarini)

Con i soldi spesi per i vari bonus e le regalie fiscali generalizzate, erogate a prescindere dal reddito, si potevano tranquillamente reperire i fondi per una riforma vera, giusta, della normativa sulle pensioni. Questo Governo di trombettieri non ha fatto nulla, ha permesso che l'ingiusta legge Fornero, un vero latrocinio per i dipendenti del settore privato, continuasse a produrre i propri perversi effetti, che si ripercuoteranno anche sulle generazioni future (che noi quasi sessantenni lavoriamo a vita, non importa a nessuno, sembra). Forse i quarantenni al Governo, figli di papà, ignari dei problemi reali delle persone, guidati da personaggi tipo Padoan (il "continuatore" del commissario Monti), con la testa imbottita di teorie economiche liberiste (pare che le altre alternative siano solo quelle "comuniste"; forse anch'essi pensano, come pensava Silvio, che i comunisti mangino i bambini), sono inadeguati ad affrontare e risolvere i problemi sociali ed economici dell'Italia. Non credo che siano loro i pifferai. Forse sono i topi.