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RIFORMA PENSIONI 2016/ La strada per la pensione anticipata senza penalizzazioni

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

La risposta è semplice e complessa (ma non troppo) al tempo stesso. Semplice perché con la  volontarietà nel percorso contributivo si realizza lo scopo della flessibilità, non penalizzata; una volta fissata la soglia oltre la quale uscire. Semplice perché nell'uso di soglie (evitando le quote perché demonizzate) diverse, progressive e legate alla speranza di vita si avrebbe la coniugazione di tempi di permanenza al lavoro e montanti dovuti. Semplice perché ogni contribuzione, in mancanza del quantum, potrebbe essere finanziata da contributors (banche, aziende, Inps, assicurazioni) diversi dal lavoratore secondo la natura dello stato di necessità. 

Complessa (ma non troppo) perché richiede di ottenere lo stesso risultato di sostenere la spending capacity e quindi il potere di acquisto di una crescente quota di anziani sul totale della popolazione, rimodulando al contempo le condizioni di creazione e uso di risparmio previdenziale. Analogamente complessa (ma non troppo) perché richiede uno sforzo per un cambio di mentalità  dei sindacati e degli opinion maker "primedonne" , ma paradossalmente più semplice verso l'Ue rassicurata dalla convinzione di mantenere l'architettura basilare della previdenza nella L.241 e modifiche successive, in una logica anche di sostenibilità del debito secondo parametri Bri.

Complessa, sempre non troppo, perché se non è tutto vero "l'automatismo della porta girevole" (esce il vecchio entra il giovane), è vero un comportamento fisiologico esteso per cui diplomati/laureati preferiscono un'opportunità diversa a nessuna opportunità. Il che non guasta. Altrettanto complessa perché obbligherebbe Boeri, e le risorse di valore che ha, a concentrarsi su come contribuire alla sostenibilità della riforma, proponendo a sua volta (Poletti benedicente) la "buona riforma" di rivisitazione e separazione di previdenza ed assistenza. Cosa che a ben vedere risulta difficile, ma non più del completamento, ora, della Salerno-Reggio Calabria.

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