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IL CASO/ I contratti che aiutano i "portafogli" di imprese e lavoratori

Il welfare aziendale viene agevolato dalle nuove norme approvate dal Governo e diventa una possibilità conveniente per imprese e lavoratori, spiega MASSIMO FERLINI

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Con la Legge di stabilità di fine 2015, il Governo si era impegnato a prevedere iniziative di sostegno per il nuovo welfare aziendale. Da tempo in alcune imprese era entrato in vigore un riconoscimento della necessità di conciliare maggiormente il lavoro con problematiche legate ai tempi necessari per la famiglia. Dal carrello della spesa introdotto da Luxottica al "maggiordomo" aziendale di altre imprese, tali interventi riconoscevano servizi pagati dalle imprese, integrativi dei salari, per aggiungere beni o servizi che permettevano di risparmiare su assenze dovute a sostegni per la famiglia (ritiro certificati, orari flessibili per i nidi e le materne, assistenza famigliare, ecc.).

Tali interventi, spesso decisi unilateralmente dalle imprese, godevano di vantaggi fiscali limitati e che richiedevano interventi chiarificatori per divenire un elemento nuovo e con carattere strutturale. Con la normativa prevista dalla Legge di stabilità e il decreto attuativo del ministero del Lavoro e del Mef, la materia del nuovo welfare aziendale ottiene le certezze richieste e compie un balzo in avanti grazie soprattutto al riconoscimento del valore assegnato alla sua contrattualizzazione.

Ciò che rappresenta un fatto innovativo e che può aprire una nuova fase dei contratti aziendali e territoriali è il riconoscimento, con vantaggi fiscali, che viene introdotto per quegli accordi che prevedano un riconoscimento economico in termini di servizi o anche di voucher (o altri strumenti di pagamento) finalizzati a ottenere servizi dedicati a sostenere il rapporto famiglia-lavoro. Per questi servizi, se definiti attraverso la contrattazione collettiva, sia nazionale che decentrata, è assicurata la detassazione integrale. I settori per cui è assicurata sono quelli della educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria e culto, rivolti sia ai lavoratori che ai loro famigliari.

Come si vede dall'elenco previsto dal decreto, la copertura è molto ampia e permette, se basata su una piattaforma che parte dai bisogni rilevati e dalla conoscenza delle reti di servizi territoriali, di prevedere sostegni per le fasce di minori in età prescolare e scolare, interventi per famigliari che necessitano di sostegno sociosanitario e di favorire iniziative per approfondimenti culturali o sportivi che fossero richiesti e ritenuti necessari.

La forma con cui accedere a tali servizi può essere quella della convenzione con soggetti erogatori di tali servizi sul territorio. Vi sono già casi di contributi erogati a nidi o materne frequentate da figli di lavoratori impiegati presso imprese che hanno già sviluppato accordi di questo tipo. Identici sono i casi di convenzioni con strutture di assistenza socio-sanitaria per interventi di sostegno a famigliari di lavoratori che hanno necessità di interventi dedicati.

La norma ha previsto però anche la possibilità di personalizzare l'acquisto di tali servizi attraverso l'uso di voucher o "documenti di legittimazione cartacei o elettronici". In questo caso i vincoli posti prevedono che potranno essere utilizzati solo dal titolare e non potranno essere monetizzati, né ceduti a terzi e non potranno comportare integrazioni monetarie a carico del titolare, ma dovranno coprire l'ammontare del servizio (o sue ripetizioni) in modo esaustivo.