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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Galloni (Inail): usiamo moneta fiduciaria e buoni acquisto per la flessibilità

In tema di riforma delle pensioni, per NINO GALLONI le contraddizioni del sistema previdenziale si superano con un reddito di cittadinanza e l'utilizzo di moneta fiduciaria

La protesta di un pensionatoLa protesta di un pensionato

«Le contraddizioni del sistema previdenziale italiano si superano introducendo un reddito di cittadinanza che può essere reso sostenibile attraverso la moneta fiduciaria e i buoni acquisto». Ne è convinto il sindaco Inail, Nino Galloni. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell’audizione di fronte alle commissioni Lavoro di Camera e Senato aveva sottolineato: “Ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti sia sugli incentivi per migliorare le opportunità per chi sta per andare in pensione e per chi deve entrare nel mondo del lavoro. In questo senso sono aperto a forme di finanziamento complementare”.

Il governo ha detto più volte di essere intenzionato ad attuare una riforma delle pensioni, ma finora non ha fatto nulla. Stavolta il messaggio di Padoan è più forte rispetto al passato?

Sì. Però nel nostro sistema quando si parla di pensioni obbligatorie bisogna sempre distinguere queste ultime da tutte le altre forme di previdenza complementare e integrativa. Il cosiddetto “secondo pilastro” richiede risorse e la sua redditività va valutata con sistemi attuariali seri, perché nei fatti potrebbe non dare tutti questi risultati. Inoltre se l’assegno erogato dalla pensione obbligatoria si riduce sempre di più, confidando in un aumento delle pensioni complementari, di fatto è come se ci trovassimo di fronte al gioco delle tre carte.

A quale modello si ispira il ministro Padoan?

Dalle sue dichiarazioni il ministro Padoan sembra ispirarsi ai sistemi previdenziali britannico o americano, che però sono molto diversi dal nostro. C’è una pensione minima, che è quella obbligatoria, sostenuta in parte con i versamenti dei diretti interessati e in parte con una componente di solidarietà fornita dai redditi più elevati. Questi ultimi beneficiano del fatto che hanno degli sgravi molto importanti sulla pensione complementare.

Lei ritiene che qualcosa di simile potrebbe funzionare anche in Italia?

Se introduciamo il reddito di cittadinanza o altri strumenti, poi possiamo ripensare l’intero sistema pensionistico. Paradossalmente in base a quello che ha detto il presidente Inps, Tito Boeri, invece di mandare le persone in pensione a 75 anni, si potrebbero abolire del tutto i versamenti e introdurre un reddito minimo a carico della fiscalità generale. Mentre ai più benestanti si assicura la possibilità di avere degli sgravi su un sistema previdenziale a capitalizzazione. Questa è una possibilità, anche se non sono sicuro di condividerla.

Quale ruolo avrebbero le banche in questa riforma?