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RIFORMA PENSIONI 2016/ Simonetti: il governo vuole la flessibilità a spese di lavoratori e aziende

Pier Carlo Padoan Pier Carlo Padoan

Investendo tra i 5 e i 7mila euro l’anno, con una rivalutazione tra il 3 e il 3,8%, uno può ritirarsi dal lavoro con 10 anni di anticipo. Se io fossi un ragazzo di 25-30 anni, anziché per il fondo pensione opterei per un’assicurazione privata con una data certa di termine, in modo tale da non legare l’assegno all’avvenuta maturazione del debito pensionistico.

 

Il governo intanto ha promesso gli 80 euro alle pensioni minime e un nuovo taglio delle tasse. In più deve disinnescare le clausole di salvaguardia. Ha le risorse per una riforma delle pensioni?

Bisogna capire quali siano le priorità dal punto di vista delle attese di bilancio. Per noi una priorità è quella della flessibilità in uscita. Inoltre il governo dovrebbe indicare quali tasse intende abbassare. Il costo per la flessibilità in uscita con una penalizzazione del 3% annuo è pari a 3,5 miliardi di euro l’anno a partire dal 2019. Sono cifre che si possono trovare, e d’altra parte possono essere compensate da riduzioni della spesa pubblica. Su una finanziaria da 35 miliardi, 3,5/4 miliardi si possono destinare tranquillamente alla flessibilità in uscita.

 

Queste somme si possono trovare alla luce di quanto è scritto nel Def?

Nel Def c’è una serie di annunci che non hanno però una quantificazione, una definizione o dei perimetri ben evidenziati. Le parole hanno un peso. Purtroppo però nel Def non si parla di una volontà di fare, ma di una volontà di “valutare se attuare le modifiche legislative atte alla flessibilità in uscita”. Sono due cose abbastanza diverse: un conto è valutarne il costo per poi vedere se effettuarla o meno, altra cosa è dire che la flessibilità si farà.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
29/04/2016 - La verità sulle pensioni (Carlo Cerofolini)

Riguardo al sistema pensionistico italiano mi permetto di fare due sole osservazioni: 1) non è vero affermare che l'attuale sistema pensionistico sia a distribuzione, in quanto è (era?) in realtà corretto da una capitalizzazione importante con cui fare cassa per fare fronte ai periodi di “magra”, costituita dai beni immobili posseduti dai vari enti previdenziali. Beni immobili che da tempo però sono in via di dismissione anche se, purtroppo, spesso vengono svenduti soprattutto ai potenti e agli “ammanigliati”. Senza poi considerare che detti immobili sono stati e sono fonte di rimessa anziché di entrate cospicue. Ciò per avere canoni in genere ridicoli, tassi di morosità elevati, manutenzioni onerose, ecc.; 2) i contributi versati dai lavoratori sono stati usati spesso in modo dissennato, per erogare le cosiddette pensioni baby, quelle d'oro, per gli aiuti (cassintegrazioni lunghe, prepensionamenti ecc.) al capitalismo assistito e soprattutto si sono mandate in pensione, fino a ieri, persone anche con meno di 50 anni d'età, con scivoli, incentivi e quant'altro. Senza poi contare: a) i privilegiati della cosiddetta legge Mosca del 1974 (n.252), e successive proroghe, sui riconoscimenti degli anni di servizio scoperti da contributi per i dipendenti di sindacati e partiti, che da circa 3.000 previsti sono poi più che decuplicati; b) pensionopoli, invalidopoli e le pensioni minime e integrate al minimo a carico degli enti previdenziali anziché della fiscalità generale. Non basta?

 
29/04/2016 - Politici malfattori (Michele Ballarini)

La flessibilità, mediante il prestito pensionistico con risorse erogate dal sistema bancario o altri organismo finanziari, è concettualmente aberrante, in contrasto con i principi fondamentali della nostra Costituzione. Purtroppo anche questo Governo è in linea con quelli, eversivi, che l'hanno preceduto, in virtù del golpe della UE che impose tale Monti, di fatto un commissario europeo in luogo della "troika" che abbiamo visto, tristemente, all'opera in Grecia. Chi vive tra la gente si rende conto che la crescita è una bufala, che i fondamentali sociali ed economici sono sprofondati sin dal passaggio dalla lira all'euro e che sarà impossibile risalire la china. I professorini supelaureati, con la testolina imbottita di dottrine economiche ultraliberiste, ritengono che sostenere le imprese, con contributi, fondi/provviste spegiali/pregiate, fondi di garanzia, ecc. ecc., aiuti la ripresa e l'occupazione. Sono tutte balle! Significa versare acqua in un vaso bucato. L'economia riparte dal basso, da stipendi, pensioni, adeguate, dai consumi. Altrimenti, l'Italia diventerà sempre di più lo "scantinato" di imprese, moltissime quelle straniere, che troveranno comodo impiegare schiavi sottiopagati. Monti già lo disse ai cinesi, durante una sua visita in Cina, che "in Italia vi sono ora le condizioni per investire". La gestione del tema pensioni segue questa linea, odiosa, che non considera che i contributi sono soldi dei lavoratori. Governo ladro.