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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Oggi 30 aprile. Damiano: la scelta di sinistra per la flessibilità (ultime notizie live e news)

Riforma pensioni 2016 news. Damiano riporta le scelte di sinistra per cambiare il Paese. Le ultime novità sui principali temi previdenziali, insieme a notizie e dichiarazioni

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Sul suo sito Cesare Damiano ha pubblicato un’infografica che riassume tre “idee di sinistra”, una delle quali ha a che fare con la riforma delle pensioni. In particolare viene ricordato che nel 2011 l’Europa “ci ha imposto una riforma delle pensioni che ci nega il futuro” e che porterà progressivamente in alto l’età pensionabile, fino a 69 anni e 5 mesi nel 2046. Ciò vuol dire che tra 30 anni le aziende avranno molti lavoratori vicini ai 70 anni e il sistema sarà “inceppato”. Per questo occorre introdurre la flessibilità pensionistica. Nell’infografica non è indicata la tipologia di intervento che servirebbe, ma è nota la posizione dell’ex ministro del Lavoro sul tema: pensione anticipata di 4 anni con penalizzazione massima dell’8%. Oltre a Quota 41 per i lavoratori precoci.

La Rete dei Comitati degli esodati continua la sua battaglia per l’ottava salvaguardia a favore dei 24.000 italiani che ancora non hanno alcuna tutela. Mercoledì 4 maggio una delegazione incontrerà i vertici della Direzione generale dell’Inps per verificare le procedure di istruttoria sulla settima salvaguardia e per sollecitare la chiusura dei sette provvedimenti finora approvati. Conseguentemente dovrebbe essere prodotto un report con i numeri relativi all’utilizzo delle sette salvaguardie. Si tratta di un documento importante per poter incardinare le proposte di legge in relazione all’ottava salvaguardia. La Rete, sulla propria pagina Facebook, fa sapere che tale incontro si terrà alle 13:30. Molto probabile che seguiranno degli aggiornamenti. 

Il Governo continua a lavorare sulla riforma delle pensioni, ma sembra che le ipotesi spiegate da Tommaso Nannicini a Il Messaggero non siano piaciute a tutti. Il Manifesto, per esempio, non ci va troppo per il sottile, parlando di pensione anticipata con il mutuo. Infatti, secondo quanto ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, per sgravare lo Stato dei costi della flessibilità si starebbe pensando di coinvolgere le banche, che dovrebbero dare un prestito al cittadino intenzionato a lasciare il lavoro. Il Manifesto scrive che per il lavoratore si “accenderà una sorta di ‘mutuo’ sull’assegno che andrà a prendere, che verrà dunque decurtato. Su questo prestito verrà caricata anche una assicurazione sulla vita per tutelare la banca dall’eventuale morte del contraente prima che il debito sia stato restituito) che dovrebbe essere a carico dello Stato”.

Mentre si discute di riforma delle pensioni, la busta arancione dell’Inps comincia ad avere a casa degli italiani e a provocare qualche “effetto indesiderato”. Adnkronos ha raccolto la testimonianza di Rosario, classe 1982, che ha scoperto che potrà andare in pensione a 70 anni con un tasso di sostituzione loro del 77,2%. In alternativa potrà anticipare la pensione a 67 anni con un tasso di sostituzione del 64,5%. Considerando che il suo stipendio ora è inferiore a 1.200 euro si capisce che il futuro non è roseo. Ora sta valutando quindi di stipulare una pensione integrativa. Il Corriere delle Sera riporta invece il caso di Roberta Ciofi, 53 anni, che nel 2020 potrà andare in pensione con meno di mille euro netti al mese. Nel frattempo si trova in cassa integrazione da marzo.

In una dei propri consueti report, l’istituto nazionale di statistica (Istat) ha fotografato una situazione che per l’Italia non si presentava da diversi anni. Nello specifico per la prima volta, nello scorso anno si è avuto un decremento dell’aspettative di vita degli italiani per una vasta serie di ragioni. Un dato di fatto che dovrebbe ripercuotersi di conseguenze sul sistema previdenziale ed in particolar modo sul calcolo dell’età pensionabile. Infatti, come tutti ricorderanno, per rendere equilibrato il sistema delle pensioni italiano è stata prevista una regola di controllo automatica che mette in corrispondenza l’aspettativa di vita e l’età pensionabile. In ragione di ciò, si potrebbe pensare che essendosi abbassata l’aspettativa di vita dovrebbe succedere lo stesso per l’età pensionabile. In realtà non è esattamente così in quanto, nella riforma Fornero è stato evidenziato che questo può avvenire soltanto se la tendenza, si ripresenta per tre anni consecutivi per cui l’aspettativa di vita dovrebbe scendere sia nel 2016 che nel 2017. Come se non bastasse, nella stessa legge Fornero è stato inserito un ulteriore vincolo che fissa i 67 anni come età minima di pensionamento dal 2021.

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