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Riforma pensioni 2016/ La novità di Renzi: bonus da 80 euro per le pensioni minime (ultime notizie live e news, 5 aprile)

Riforma pensioni news, con le ultime notizie sui principali temi previdenziali e le novità che arrivano attraverso le dichiarazioni di politici, esperti e sindacalisti

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Novità in arriva dal Governo in tema di pensioni. Non si parla di una riforma del sistema previdenziale, per cambiare la Legge Fornero, ma Matteo Renzi in persona, durante la sua diretta su Facebook in cui ha risposto ad alcune domande dei cittadini, ha spiegato che l’esecutivo sta studiando l’ipotesi di allargare il bonus da 80 euro a chi prende la pensione minima. In passato i sindacati avevano chiesto più volte di estendere il bonus in busta paga anche ai pensionati. Se varata, questa misura si aggiungerebbe all’aumento della no tax area, con un effetto ovviamente maggiore vista l’entità.

I sindacati sono pronti a tornare in piazza sulle pensioni. E nell’annunciare le mobilitazioni del 7 maggio, Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil, ricorda al Presidente dell’Inps Tito Boeri che i pensionati hanno giù dato, pagando di tasca propria la crisi: è inaccettabile che siano quotidianamente alla gogna”. Il riferimento è all’idea di un contributo di solidarietà sule pensioni più alte, giustificato dal fatto che ci sono cittadini che stanno percependo pensioni da quasi 40 anni. Per Pedretti non bastano le smentite del Governo sul fatto che non ci siano allo studio interventi di questo tipo, ma “servono chiarimenti urgenti e un confronto di merito con le organizzazioni sindacali”.

Dopo il contributo di solidarietà sulle pensioni, Tito Boeri chiede di intervenire in materia di contrasto alla povertà senza dimenticare le prestazioni in essere. Diversamente si rischierebbero di creare, secondo il Presidente dell’Inps, dei poveri di serie A e di serie B. Lo ha spiegato in audizione alla Camera, durante la quale ha evidenziato la necessità di creare una misura nazionale di sostegno per tutte le persone povere. Sembra invece che Boeri non voglia più un intervento sulle pensioni di reversibilità, collegandole all’Isee, dato che “è già stata fatta un’operazione importante con la decurtazione delle percentuali per chi ha assegni superiori a tre volte il minimo”.

Il contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate che ha in mente Boeri non sembra fare breccia tra i pensionati. Uno di loro, che già versa 250 euro al mese di contributo di solidarietà, è stato intervistato da Repubblica e non nasconde che dal Presidente dell’Inps si sarebbe aspettato un tipo di proposta diversa, non basata quindi su uno strumento già abusato. Per Giuseppe Truglia, questo il nome del pensionato di 73 anni, occorre “prevedere per tutti una base, uno zoccolo previdenziale e lasciare poi che siano le singole persone in autonomia, a gestire le risorse messe da parte e il momento dell’uscita dal lavoro. Non ha più senso che lo Stato raccolga contributi e faccia firmare patti che poi non sa rispettare”.

Mentre si discute della proposta di Tito Boeri per un contributo di solidarietà sugli assegni più alti e si parla di ipotesi di riforma delle pensioni, Matteo Salvini continua il suo “duello” a distanza con Elsa Fornero. Ieri il leader della Lega Nord è stato ospite di Piazzapulita, dove ha dovuto difendersi dall’accusa di incitare alla violenza, anche per via delle sue dichiarazioni contro l’ex ministro e la legge pensionistica che porta il suo nome. Così su Facebook Salvini si è sfogato scrivendo: “C'è ancora gente che ha il coraggio di difendere la Fornero. Ma su che pianeta vivono questi fenomeni???”. Vedremo se quest’anno la Legge Fornero verrà effettivamente modificata come promesso da Renzi in più riprese.

C’è chi non è contento non solo delle proposte del Presidente dell’Inps Tito Boeri (che ha parlato di un contributo di solidarietà sugli assegni più alti), ma nemmeno delle dichiarazioni del Governo sulla riforma delle pensioni. Si tratta di Gigi Bonfanti, che chiede che Boeri e l’esecutivo smettano “di farsi la guerra a discapito dei pensionati i quali sono diventati, da anni ormai, il bersaglio di una politica che ha deciso di fare cassa sulla loro pelle”. Per il Segretario generale della Fnp-Cisl, sia l’Inps che il Governo devono rendersi conto “che è necessario sedersi a un tavolo per trovare le soluzioni più adeguate in merito alle difficoltà sta stanno vivendo i pensionati e i giovani”.

Mentre i sindacati stanno portando avanti la protesta nei confronti del Governo per ottenere una radicale modifica della riforma pensioni della Fornero soprattutto in ottica flessibilità, l’Istat in un report ha evidenziato come siano circa 474 mila le persone che in Italia stanno percependo la pensione da oltre 36 anni. Un dato che pone interrogativi sulla sostenibilità delle pensioni e soprattutto quanto siano state fatte della concessioni eccessive in passato tant’è che nel report viene spiegato come si andasse in pensione in media a 54,9 anni. Lo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha evidenziato come gli eccessi del passato stiano gravando sui contribuenti di oggi ed in particolare sui giovani. Boeri ha poi aggiunto la necessità di operare in ottica flessibilità in tempi strettissimi rilanciando l’ipotesi di un contributo di solidarietà delle pensioni più elevate.

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COMMENTI
06/04/2016 - domanda: pagheranno sempre i soliti? (Michele Ballarini)

Una domandina semplice al principe dei populisti. L'aumento di 80 euro su chi graverà? Ricordo che le casse INPS dei lavoratori dipendenti - dissanguate, da attive che erano, a causa, soprattutto, dell'accorpamento con i fondi degli artigiani e recentemente dell'INPDAP (buchi miliardari) - sono implementate con contributi versati dagli stessi e dai datori di lavoro, contributi che dunque sono soldi che vanno in busta paga (salario differito, appunto), da dove vengono prelevati forzosamente. Saranno ancora questi lavoratori a dover far fronte alle elargizioni dello Stato? Dunque chi, come me, lavora da 35 anni e ha versato una montagna di contributi, potrà andare in pensione, grazie alle ultime riforme e in particolare a quella sciagurata della riforma Fornero, tar quasi 9 anni, ma pagherà le pensioni a molti che durante la loro vita lavorativa non hanno per nulla versato contributi. Ne conosco molti, per il lavoro che svolgo e per il lavoro del mio defunto padre, che si sono arricchiti oltre misura ma che percepiscono la pensione minima, non avendo versato quasi nulla di contributi. E inoltre, perché non vi contribuiscono anche le casse previdenziali dei lavoratori autonomi? Ad esempio quella forense, che costringe un neoavvocato appena iscritto all'albo a pagare migliaia di euro di contributi, anche in assenza di redditi. Non ci resta che la rivolta. Il passato insegna e spesso ritorna.