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SINDACATI E POLITICA/ Così Renzi prepara lo sgambetto a Cgil e Cisl

Annamaria Furlan (Infophoto) Annamaria Furlan (Infophoto)

L'idea ovviamente non dovrebbe dispiacer loro: aziende più ricche, salari più ricchi, condizioni migliori. Insomma l'ipotesi dovrebbe essere che laddove ci sono i soldi e le idee, o almeno uno dei due, le controparti dovrebbero poter provvedere a quel che il governo non riesce a fare con continuità, cioè a rimpinguare le tasche dei lavoratori. Purché però i soldi ci siano.

Il combinato disposto, come si dice in gergo, di questo decreto e delle novità in tema di welfare aziendale, la nuova frontiera della contrattazione, potrebbe poi spingere davvero verso un deciso cambio nelle abitudini degli italiani: potremmo arrivare ad avere aumenti salariali sostituiti da servizi e beni in natura, aziende che investirebbero di più sulla produttività, forse anche sulla formazione dei dipendenti e l'innovazione. E d'altro canto aver lavoratori e aziende meno schiacciati da aumenti inesistenti o troppo onerosi, da carriere al rallentatore, da contratti capestro o troppo rigidi o di interpretazione bizantina.

Il futuro sarà dunque della contrattazione decentrata? Potrebbe essere e non è detto che ci si prospetti l'inferno. Ma non aspettiamoci neppure miracoli: il rilancio dei contratti e dei salari passa certo dalla contrattazione e dalla produttività, ma anche dagli investimenti, dal taglio ai costi impropri (ad esempio, quelli legati alle lentezze del sistema giudiziario), o delle bollette energetiche, dalle decisioni in materia di politica industriale, dagli incentivi per le piccole e medie imprese e dalla semplificazione amministrativa. 

Ci sarà battaglia, questo è certo: battaglia sulla contrattazione decentrata, sulla norma per legge, sui contenuti del decreto. Bisognerà vedere se ne uscirà un pareggio striminzito o se sui medianacci l'avrà vinta la classe di chi, come dicono gli esperti, da del tu al pallone. In questo caso il pallone e il gol sono i salari degli italiani e la loro vita quotidiana.

Con una raccomandazione: che Sant'Europa porti la pace dove per ora ci sono solo guerra e confusione.

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