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RIFORMA PENSIONI 2016/ Una "tassa" sulle pensioni retributive per aiutare i giovani

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In linea di principio potrebbe essere una misura interessante. Il fatto che il prestito sia erogato dalle banche e che lo Stato si faccia carico solo degli interessi non farebbe aumentare il debito pubblico. Inoltre potrebbe rappresentare un meccanismo di trasmissione della politica monetaria espansiva operata dalla Banca Centrale, con il vantaggio che i soldi andrebbero direttamente nelle mani dei consumatori.

 

Ci sono anche dei rischi legati al prestito pensionistico?

Purtroppo sì. In questo modo si rischia di creare un debito pubblico occulto e aumentare comunque la massa dei pensionati. Per questo andrebbe eventualmente limitata a pochi e specifici interventi, come per esempio nel caso dei lavoratori precoci.

 

Lei quali altre misure propone?

Vedo necessario proseguire sul part-time dei lavoratori anziani e sulla decontribuzione per la buona occupazione dei giovani. L'Italia spende 260 miliardi in spesa pensionistica. Con un contributo del 2-3% complessivo sulle pensioni retributive esistenti (fatte salve le pensioni più basse e tenendo conto di una qualche forma di progressività), o sui redditi/patrimoni più elevati, si potrebbero finanziare misure specifiche di qualche miliardo per migliorare l'occupabilità e la formazione dei giovani. Questa misura sarebbe una vera applicazione del principio della condivisione del rischio su cui è improntato un sistema previdenziale pubblico, e la dimostrazione reale che il Paese scommette sulle generazioni future.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/05/2016 - sacrifici per tutti? VERO, POLITICI DI M? (Michele Ballarini)

E' giusto che tutti, TUTTI, facciano qualche sacrificio. Pertanto, anche pensionati che percepiscono assegni cospicui potrebbero contribuire, perlomeno al di sopra di una certa soglia. Però, per aiutare i giovani occorre abbassare l'età pensionabile. Nel servizio della grande azienda in cui lavoro, su circa 40 persone nessuno è al di sotto dei 40 anni! Questo non risolverebbe di per sé il problema, ma contribuirebbe alla soluzione. Altrimenti avremmo lavoratori sempre più anziani, mucche da mungere del sistema, e giovani che lavorano solo saltuariamente, con contratti del c. (grazie Biagi e degni successori), con il sistema dei voucher (nemmeno le badanti...). Tutte le altre misure, del tipo incentivi/aiuti di Stato alle imprese, in particolare PMI, equivalgono a versare acqua in un vaso bucato. Vedete, è molto semplice. Con il mio reddito, ad esempio, potrei permettermi di cambiare l'auto più spesso, acquistare scarpe e abiti a piacimento, o quasi, ecc.. Ma non spendo, perché non ha senso avere di più di ciò che serve. Dunque non consumo. Essendo lavoratore anziano, il di più lo risparmio. Non contribuisco all'aumento dei consumi.Se potessi andare in pensione, manterrei comunque inalterato il mio livello di spesa, mentre un lavoratore giovane, anche se con uno stipendio inferiore al mio, potrebbe comunque subentrare al mio posto e a sua volta "consumare". Non è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.La UE, ente inutile e solo foriero di costi, vada al diavolo!