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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Una "tassa" sulle pensioni retributive per aiutare i giovani

LUCA SPATARO propone una riforma delle pensioni con un contributo del 2-3% sugli assegni retributivi esistenti si potrebbero finanziare misure specifiche per l'occupabilità dei giovani

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«Se vogliamo fare una riforma che vada nella direzione dell’equità dobbiamo aiutare i giovani che sono i più penalizzati. Con un contributo del 2-3% complessivo sulle pensioni retributive esistenti si potrebbero finanziare misure specifiche di qualche miliardo per migliorare l'occupabilità e la formazione dei giovani». È la proposta di Luca Spataro, professore di Economia politica all’Università degli Studi di Pisa. Nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato aveva sottolineato: “Ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti sia sugli incentivi per migliorare le opportunità per chi sta per andare in pensione e per chi deve entrare nel mondo del lavoro. In questo senso sono aperto a forme di finanziamento complementare”.

Come ritiene che si possa realizzare la flessibilità in uscita di cui parla Padoan?

La flessibilità è un principio che può essere utilizzato e deve essere utilizzato in presenza di un metodo di calcolo delle pensioni che è contributivo. Il metodo contributivo infatti non dà regali, come invece avviene con il metodo retributivo ancora in larga parte vigente, né penalizzazioni: la pensione infatti, con il metodo contributivo, è esattamente commisurata ai contributi versati e inversamente proporzionale all'aspettativa di vita residua.

Condivide le rimostranze di chi è stato penalizzato dalla riforma Fornero?

Capisco le esigenze di coloro che, pianificando un’uscita dal lavoro in base ai propri programmi di vita di qualche anno fa, hanno visto frustrate le proprie aspettative dalle recenti riforme. Ma la priorità in questo momento va data a chi questi programmi di vita non li ha ancora potuti fare: i giovani.

Resta il fatto che la riforma Fornero crea un sistema molto più rigido che in passato…

Dopo il 2008 viviamo in una fase di emergenza, in cui ognuno di noi ha dovuto sostenere sacrifici. Per esempio la nuova tassazione  sui fondi pensione ha spiazzato milioni di risparmiatori, giovani e meno giovani. L'eliminazione della tassazione sulla prima casa ha favorito invece le generazioni più anziane, in larga parte proprietarie di un'abitazione.

Secondo lei qual è la misura più urgente per creare maggiore equità?

Il vero patto di solidarietà intergenerazionale va ridiscusso ora, o il nostro Paese non riuscirà a mantenere i livelli di prosperità che ha avuto finora. Questo patto deve prevedere un investimento serio nell'occupazione, in particolare per le giovani generazioni. Tuttavia vorrei fare chiarezza su un punto.

Quale?

La staffetta generazionale di cui si parla spesso, per cui mandando in pensione anticipata i lavoratori più anziani si creerebbe maggiore occupazione per i giovani, è un concetto molto opinabile e non sostenuto da evidenze empiriche. La vera evidenza empirica che conosciamo è che Paesi che crescono hanno tassi di occupazione alti a tutte le età, Paesi in difficoltà hanno disoccupazione a tutte le età o hanno mandato in pensione anticipata troppi lavoratori. In questo momento vedo solo piccoli spazi correttivi, in termini di flessibilità, per lavoratori precoci o per lavori usuranti. 

La dichiarazione Padoan sembra fare riferimento a un’ipotesi di prestito pensionistico. Lei come la valuta?


COMMENTI
01/05/2016 - sacrifici per tutti? VERO, POLITICI DI M? (Michele Ballarini)

E' giusto che tutti, TUTTI, facciano qualche sacrificio. Pertanto, anche pensionati che percepiscono assegni cospicui potrebbero contribuire, perlomeno al di sopra di una certa soglia. Però, per aiutare i giovani occorre abbassare l'età pensionabile. Nel servizio della grande azienda in cui lavoro, su circa 40 persone nessuno è al di sotto dei 40 anni! Questo non risolverebbe di per sé il problema, ma contribuirebbe alla soluzione. Altrimenti avremmo lavoratori sempre più anziani, mucche da mungere del sistema, e giovani che lavorano solo saltuariamente, con contratti del c. (grazie Biagi e degni successori), con il sistema dei voucher (nemmeno le badanti...). Tutte le altre misure, del tipo incentivi/aiuti di Stato alle imprese, in particolare PMI, equivalgono a versare acqua in un vaso bucato. Vedete, è molto semplice. Con il mio reddito, ad esempio, potrei permettermi di cambiare l'auto più spesso, acquistare scarpe e abiti a piacimento, o quasi, ecc.. Ma non spendo, perché non ha senso avere di più di ciò che serve. Dunque non consumo. Essendo lavoratore anziano, il di più lo risparmio. Non contribuisco all'aumento dei consumi.Se potessi andare in pensione, manterrei comunque inalterato il mio livello di spesa, mentre un lavoratore giovane, anche se con uno stipendio inferiore al mio, potrebbe comunque subentrare al mio posto e a sua volta "consumare". Non è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.La UE, ente inutile e solo foriero di costi, vada al diavolo!