BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

IL CASO/ Le "questioni aperte" sull'infortunio nel viaggio da e verso il lavoro

InfophotoInfophoto

Al riguardo, una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione ha ribadito la necessità della sussistenza di un nesso «seppur mediato e indiretto, comunque non assolutamente marginale tra l'evento e il lavoro», escludendone, al contempo, la ricorrenza laddove esso si basi «esclusivamente su una mera coincidenza cronologica e topografica» (nel caso di specie l'evento, accoltellamento della vittima da parte del convivente, è stato considerato riconducibile a rapporti personali tra l'aggressore e la vittima del tutto estranei all'attività lavorativa e a situazioni di pericolo individuale, alle quali la sola vittima è, di fatto, esposta ovunque si rechi o si trovi, indipendentemente dal percorso seguito per recarsi al lavoro)» (Cass., S. U., 7 settembre 2015, n. 17685).

Tocca ancora l'occasione di lavoro, ma sotto un diverso profilo, la seconda questione, che investe il criterio dellanecessità nell'utilizzo del mezzo proprio, richiesto perché l'infortunio sia indennizzabile. Di tale requisito, una recentissima giurisprudenza (Cass. 13 aprile 2016, n. 7313) ha detto che «non deve essere…inteso in senso assoluto, essendo sufficiente una necessità relativa», la cui sussistenza è valutabile in base ai criteri della normalità (del percorso) e della ragionevolezza (d'uso del mezzo), a loro volta «determinabili in relazione a valori costituzionali quali la ragionevolezza (art. 3 Cost.), la libertà di fissare la propria residenza (art. 16 Cost.), le esigenze familiari (art. 31 Cost.), la tutela del lavoro in ogni sua forma (art. 35 Cost.), la protezione del lavoratore caso di infortunio (art. 38 Cost.)». 

In altri termini, l'ancoraggio a quei principi costituzionali fonda il contemperamento operato dal giudice «fra interesse dell'istituto assicuratore a non erogare prestazioni che esulino dalla funzione di copertura dei rischi propri delle attività lavorative e quello del lavoratore di veder non escluse dall'ambito di tali atti momenti peculiari della sua personalità di uomo-lavoratore in esso coinvolte; quali, la libertà di fissazione della residenza, il rapporto con la comunità familiare, una più intensa tutela previdenziale meglio attagliata alle esigenze della società in cui opera».

L'opzione interpretativa va valutata positivamente nella misura in cui dà spazio a dinamiche ed esigenze di vita dei lavoratori, sacrificate da criteri più rigidamente collegati all'organizzazione produttiva, secondo l'originaria logica assicurativo/transattiva dell'assicurazione infortuni, che garantisce, peraltro, maggior certezza delle situazioni e, quindi, dei costi. D'altra parte, non può nascondersi che la problematicità di valutazioni del tipo sopra indicato amplia la discrezionalità giudiziale, tanto più laddove si ritenga, come pure si fa, che siano apprezzabili dai giudici «altri standards in materia di attività connesse a quelle di lavoro…emersi nella società civile», anche se sempre «connessi a valori dello stesso rango». 

E, allora, occorre essere avvertiti che l'occasione di lavoro resta un dato di diritto positivo invalicabile, almeno fintanto che il legislatore non decida altrimenti. 

© Riproduzione Riservata.