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SINDACATI E POLITICA/ Il "divorzio" che ha messo Cgil, Cisl e Uil nell'angolo

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È stato detto che il divorzio di San Valentino segna la fine del potere di veto esercitato dalla Cgil per conto del Pci. Un potere di interdizione che aveva avuto il suo punto massimo negli anni '70. La rottura con il governo sulla scala mobile innesca un ridimensionamento del potere sindacale, dando inizio alla fase della concertazione, cioè allo scambio del potere contrattuale con l'influenza politica. Ma vorrei sottolineare anche un altro elemento: il risultato del referendum sulla scala mobile con la sconfitta della Cgil mise di fatto i corpi intermedi in un angolo. La politica decide e la base sociale risponde, senza più la mediazione dei corpi intermedi. Ma nel far esplodere il cortocircuito fra politica e società una grande responsabilità ce l'ha proprio chi aveva occupato lo spazio dei cosiddetti corpi intermedi interpretandolo in modo del tutto autoreferenziale. Nel caso specifico del sindacato una progressiva alienazione dalla sua base l'ha chiuso sempre più in una sorta di autoreferenzialità. Oggi invece la politica decide sempre meno e spesso si riduce a essere la cinghia di trasmissione di scelte imposte da altri poteri. 

 

(1- continua)

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