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SINDACATI E POLITICA/ I "discorsi comuni" di Renzi, Cgil, Cisl e Uil

Camusso, Furlan e Barbagallo (Infophoto) Camusso, Furlan e Barbagallo (Infophoto)

E quindi? la differenza, il punto di scontro, l'Anello di Tolkien, dove si nasconde, dov'è? Sta forse nella convinzione renziana che i sindacati sanno sempre e solo dire di no? Forse anche in questo, certo, ma limitarsi a ciò equivarrebbe ad attribuire al capo del Governo un limite di intelligenza, cioè di capacità di leggere nella realtà, che egli di sicuro non ha. 

Il nodo dello scontro, uno scontro che non sta facendo del bene all'Italia, sta piuttosto nella concezione centralistica, diremmo nella vocazione presidenziale, del nostro presidente del Consiglio? Agli occhi di qualche sindacalista egli pare, infatti, affetto da "luigismo", una sottile sindrome che lo porta a considerare che lo Stato si incarna in lui, e che fuori da lui non c'è Stato. Scherzando arrivano a dire che per lui "Extra Renzi nulla Respublica".

Anche qui: non esageriamo e lasciamo la risposta ai sociologhi che tra qualche anno ci sveleranno quel che tutti nel frattempo avranno già saputo e conosciuto. Di fatto, però, agli italiani oggi è arrivato un duplice segnale. Da un lato chi ha detto loro che insomma che c'è anche qualcosa non va. Non è che tutto va male, ma neppure si può dire che tutto va bene. E dall'altra il discorso di chi ha detto che, beh sì, qualcosa che non va ancora c'è, ma badate bene che il vostro Governo sta lavorando e vi sta portando fuori dalle secche.

Epperò, ora che li risentiamo, ci tocca riconoscere che questi due discorsi hanno pure qualcosa in comune. In effetti entrambi sono d'accordo nel dire che qualcosa non va, che qualche problema in Italia c'è. E questo gli italiani, i tanti, tantissimi che ieri erano in piazza e anche quelli che in piazza non c'erano, lo sanno. Perché lo provano quotidianamente sulla loro pelle.

Ma allora, concludendo, a noi, poveri commentatori, verrebbe da dire che Renzi e i sindacati non è che sono proprio così in disaccordo tra loro, che un punto su cui lavorare c'è. Così, presi da una improvvisa bontà post festiva, noi miseri tapini ci sentiamo di fare un appello anche noi, come quelli dei grandi: orsù Mister President, faccia uno sforzo e convochi i sindacati a palazzo Chigi nella famosa sala verde per una vera trattativa su fisco, pensioni, contratti. Li ascolti, magari rubi pure qualche loro idea, e vedrà che in parecchi potrebbero forse trarne qualche vantaggio. Lei, il suo Governo e, soprattutto, gli italiani

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