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IDEE/ La "best practice" per aiutare i disoccupati in Italia

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È, indubbio, tuttavia, che, anche nelle regioni in cui sono presenti i soggetti accreditati, il carico di lavoro risulta essere comunque ancora molto sbilanciato a sfavore dei Cpi. Unica significativa eccezione è quella rappresentata dal famoso modello “dotale” lombardo, dove è stato possibile, così almeno certifica l’Isfol, abbattere considerevolmente il carico di lavoro sulle singole strutture, sia pubbliche che accreditate, con valori medi molto vicini a quelli “ottimali”.

C’è da auspicare, insomma, che il Governo, e la nuova Anpal, guardino con molta attenzione a quanto è stato realizzato in questi anni in Lombardia. Un’esperienza che, pur con i dovuti, e ovvi, correttivi, potrebbe diventare così una “best pratice” a cui tutto il Paese dovrebbe tendere. La #svoltabuona, infatti, si realizza, anche, se l’Italia, cercando di avvicinarsi ai modelli più virtuosi di flexicurity, sarà in grado di dotarsi di un sistema moderno, efficace e sussidiario di politiche attive per chi è ai margini, o fuori, del mercato del lavoro.

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