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SPILLO/ Lavoro, la "controriforma" da fermare

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Non sono giurista per entrare nel merito della valutazione generale che comunque non coinvolge solo i fondi interprofessionali ma molti istituti che sono forme privatistiche ma finanziate con fondi pubblici. Anche i consorzi per le raccolte differenziate dei rifiuti, per fare un esempio altrettanto noto, ricadono nella stessa fattispecie, e dovranno ripensare le regole di funzionamento. Nel caso della formazione continua per le aziende si corre però il rischio di rendere il sistema molto rigido e riportare a una burocratizzazione un modello che già aveva troppe rigidità e un eccesso di centralismo. L'obbligo di ricorrere ai sistemi di appalto pubblico rischia di rafforzare gli aspetti negativi con il risultato di rendere ancora più complicato il ricorso ai fondi per la formazione continua dei lavoratori.

Può essere però che non tutto il male venga per nuocere. Nell'ambito delle possibilità offerte dalla corretta gestione di risorse pubbliche si possono organizzare i servizi rendendo centrale il ruolo delle imprese e la loro domanda di formazione. Il sistema come noto è quello di organizzare la selezione di pianificatori e formatori attraverso sistemi di accreditamento, organizzare servizi sulla base di costi standard creando così pacchetti formativi con costi certi, ma anche lasciando all'impresa la possibilità di scegliere autonomamente come costruire i propri corsi. Il fondo diventa così sede di programmazione e valutazione della efficienza ed efficacia delle risorse erogate e delle capacità degli enti accreditati.

Centralismo, rigidità e coalizioni di interessi corporativi sarebbero così messi da parte. Trasparenza e rispetto delle norme pubbliche sarebbero assicurate non penalizzando l'efficienza dei servizi erogati.

La governance dei fondi è partecipata dalle organizzazioni di rappresentanza di imprese e lavoratori. È una sfida che li riguarda, tocca a loro dimostrare che è possibile gestire in modo diverso le risorse pubbliche assegnate senza burocratizzare i servizi, ma anzi contribuendo a modernizzare un settore ancora chiuso.

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