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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Ape, Rizzetto: sì alla pensione anticipata, no al prestito pensionsitico

Matteo RenziMatteo Renzi

Di solito si va a fare un prestito a una persona quando quest’ultima non ha soldi. In questo caso invece i soldi sono dei pensionandi, che potrebbero sicuramente essere utilizzati per altro e non invece per fare prestiti.

 

Lei quindi come ritiene che si debba intervenire sulle pensioni?

Per quanto mi riguarda si devono risolvere alcune situazioni, cercando di capire quali categorie aiutare per prime. Mi riferisco in particolare a esodati, lavoratori precoci ( i cosiddetti “quota 41”) e i “quota 96”, circa 1.200 insegnanti che sarebbero dovuti andare in pensione nel 2018. A ciò si aggiunge un’eventuale fase sperimentale di Opzione Donna anche per quanto riguarda i maschi. A questo punto potremo parlare di flessibilità.

 

In che modo va realizzata la flessibilità?

L’unica flessibilità che accetto di votare è la flessibilità in uscita, con tagli rispetto all’assegno pensionistico mensile tra il 2% e il 6% massimo. Immagino che però il governo non sia pronto per una riforma di questo tipo. Il Pd di fatto è spaccato al suo interno anche sulle proposte relative alle pensioni, e non ha un’idea unica.

 

Renzi ha annunciato che intende tagliare le tasse e dare gli 80 euro alle pensioni minime. Ci sono anche le risorse per la flessibilità in uscita?

La buona politica mette le giuste risorse nei giusti alvei di competenza e di bisogno. Se ci sono stati i soldi per gli 80 euro in busta paga e per il bonus agli studenti, si possono trovare anche per le altre misure che la politica riterrà prioritarie.

 

Per lei qual è la priorità?

La priorità in questo momento è andare a mettere mano in modo forte, incisivo e risolutivo al tema degli esodati, delle pensioni e delle persone che non possono permettersi di lavorare per più di 41 anni. Dopo di che possiamo parlare di tutto il resto. Non so se le risorse per la flessibilità in uscita ci siano o meno, ma ritengo che sia indispensabile tirarle fuori. Sarebbe poi interessante capire perché nel Documento di Economia e Finanza non si faccia cenno agli 80 euro per le pensioni minime.

 

(Pietro Vernizzi)

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