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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Ape, Rizzetto: sì alla pensione anticipata, no al prestito pensionsitico

Renzi promette una riforma delle pensioni. Ma WALTER RIZZETTO non intende votare misure che vadano nella direzione del prestito pensionistico. Ci spiega perché in questa intervista

Matteo RenziMatteo Renzi

Sulla flessibilità in uscita “ci siamo impegnati a intervenire nella legge di stabilità 2017”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, nella diretta #Matteorisponde su Facebook e Twitter. Il sistema ideato dal governo “si chiamerà Ape: c’è già il simbolo e il logo. Ci sta lavorando Nannicini: con la stabilità del 2017 si potrà anticipare, con una decurtazione economica, l’ingresso in pensione solo per un certo periodo di tempo”. Nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva sottolineato: “Ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti sia sugli incentivi per migliorare le opportunità per chi sta per andare in pensione e per chi deve entrare nel mondo del lavoro. In questo senso sono aperto a forme di finanziamento complementare”. Quindi il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, è intervenuto sullo stesso tema auspicando “un mercato degli anticipi previdenziali coinvolgendo banche e assicurazioni”. «Non voterò misure che vadano nella direzione del prestito pensionistico», attacca però Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro a Montecitorio e deputato di Fratelli d’Italia.

Onorevole Rizzetto, che cosa ne pensa dell’annuncio fatto da Renzi in diretta su Facebook? Siamo soltanto ai titoli iniziali di questa vicenda. Se da un lato conosciamo perfettamente la proposta sulla flessibilità della commissione Lavoro, non sappiamo ancora nulla di questo anticipo pensionistico che il presidente Renzi ha soltanto accennato in diretta su Facebook. In ogni caso è una conferma di quanto avevo previsto. In questi mesi ho colloquiato con numerosi esodati, pensionandi, lavoratori precoci e Quota 96. Tutti quanti mi hanno chiesto se c’erano misure istantanee rispetto al problema delle pensioni. Io ho sempre detto che probabilmente il governo avrebbe inserito un qualche provvedimento nella legge di stabilità.

Lei come legge invece le parole del ministro Padoan? Sono molto soddisfatto che anche Pier Carlo Padoan, che tiene i legacci del portafoglio e che rappresenta il ministero dell’Economia e finanze, abbia capito seppur tardi che occorre fare qualcosa per quanto riguarda i pensionati. Per come ho interpretato la frase del ministro Padoan, penso che si riferisse in modo specifico alla flessibilità in uscita soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto prestito pensionistico.

Condivide la posizione del ministro? Va bene l’apertura di Padoan, ma avrei preferito che quest’ultima avvenisse sulla base della proposta di legge della flessibilità in uscita e non invece di una flessibilità per quanto riguarda il prestito pensionistico. Quest’ultimo è un provvedimento che io sicuramente non andrò a votare, né ad avallare in commissione.

Quindi quando Padoan parla di “finanziamento complementare” si riferisce al prestito pensionistico? Secondo me Padoan si riferisce al prestito pensionistico, e questa mia impressione è suffragata anche dalle dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini. In questo modo si vanno a prestare dei soldi a coloro che vogliono uscire dal mondo del lavoro, e gli interessi di questi prestiti li paga lo Stato.

Lei perché non voterà il prestito pensionistico?