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Lavoro

PATTO CAMUSSO-BRUNETTA/ Il "Frankenstein" anti-Jobs Act che aiuta Renzi

Renato Brunetta (Infophoto)Renato Brunetta (Infophoto)

I miracoli, si sa, tirano altri miracoli. Così, oltre ad aver dato vita a un OGM, la tuta blu in pelliccia, ci è stato dato di registrare un altro prodigio. In epoca di crisi di rinnovi contrattuali, infatti, in un momento in cui le parti sociali e lo Stato non riescono ad aggiornare i salari di milioni di pubblici dipendenti, mentre le tute blu metalmeccaniche aspettano ansiose che finalmente, dopo anni, la Fiom firmi un qualsiasi contratto, fosse pure quello d'affitto di una nuova sede, Brunetta, da saggio socialista e da vecchio volpone di Montecitorio, offre ai suoi avversari una via d'uscita. Sarà lui, alla testa delle intrepide truppe azzurre in Parlamento, a far discutere la proposta popolare di abolizione del Jobs Act.

Tutti hanno pensato a un dispetto fatto a Matteo Renzi dai suoi grandi nemici di destra e sinistra. Ma, come detto, circola già ora il sospetto che il vero artefice del Frankenstein odierno sia proprio lui, che con un colpo da maestro ha mandato a destra la sinistra e la sinistra a destra. Dimostrando una volta di più che, al netto dei milioni di errori che anch'egli può fare, lui è pur sempre ancora in possesso del tocco magico che fa dire a tanti italiani che forse, forse, è sempre meglio un toscano finto giovane e logorroico che la confusione degli altri; e che, se queste sono le opposizioni, montanelliamente (e toscanamente) verrebbe da turarsi il naso…

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